Attenzione
Amianto e rischio incendi nel terreno “dimenticato”
Il Comune da anni non pulisce una sua area a Rispescia che versa nel degrado Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia): «C’è il rischio reale di perderla per usucapione»
RISPESCIA. Un terreno comunale abbandonato e incolto è la piaga, a Rispescia, con cui da anni devono convivere i cittadini, costretti a subire non solo la sporcizia e il degrado ma anche rifiuti potenzialmente pericolosi per la loro salute.
Lastre di eternit giacciono vicino a resti di arbusti secchi e altra sporcizia “assortita” senza che nessuno, in particolare il proprietario dell’area – cioè il Comune – se ne curi.
Per questo Fabrizio Rossi, consigliere capogruppo di Fratelli d’Italia - centrodestra nazionale, ha presentato ieri una interrogazione a risposta scritta al presidente del consiglio comunale di Grosseto, Paolo Lecci, e al sindaco Emilio Bonifazi.
«Durante un sopralluogo – spiega Rossi nella sua interrogazione – è stato rinvenuto uno stato di degrado e abbandono del terreno oltre alla presenza di materiali inquinanti e pericolosi per i cittadini, quali l’amianto». Lo stato di incuria e di abbandono, prosegue il capogruppo, «rappresenta in tale lotto intercluso un grave pericolo per l’incolumità pubblica a causa della presenza di materiali inquinanti e di arbusti secchi e sterpaglie, che potrebbero bruciare con facilità e generare incendi nel pieno centro della frazione».
Rossi sottolinea che, ad oggi, il Comune si è completamente disinteressato all’area: mancano infatti lavori di ripristino, né si hanno notizie di manutenzione ordinaria e straordinaria dei luoghi. «Solo l’opera di alcuni cittadini ha garantito in minima parte che la situazione di incuria degenerasse», prosegue Rossi, avvertendo che se il Comune non si riappropria a breve dell’area potrebbe incorrere nell’usucapione da parte dei privati perdendo così bene di proprietà pubblica.
Per questo Rossi interroga Bonifazi e Lecci chiedendo «se è intenzione del Comune di mettere in sicurezza l’area indicata in epigrafe e destinarla a verde pubblico o altra finalità sociale». (f.f.)
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