Il dolore
Vendesi terreno, nessuna offerta
È edificabile ma la crisi del mattone ha fermato l’edilizia anche a Talamone
TALAMONE. La crisi del mercato immobiliare e dell’ edilizia continua a fare sentire i suoi effetti anche in territorio orbetellano e, a pochi giorni dalla notizia che il Comune di Orbetello potrebbe tornare in possesso dei locali del tribunale lagunare, a causa della sua chiusura, giunge la comunicazione dell’ennesima asta deserta per il terreno edificabile di Talamone.
Un bene immobile di proprietà comunale, posto nelle vicinanze dell’acquario, che va invenduto per la quarta volta, nonostante il prezzo sia stato ribassato di più del 30% dalla prima offerta e nonostante i vincoli di edificabilità siano stati allentati. In partenza, infatti, sul terreno veniva data la possibilità di edificare 12 appartamenti, dei quali 8 in edilizia convenzionata ed a prezzo di vendita prestabilito per favorire le giovani coppie e 4 destinati al mercato libero.
Nell’ultimo bando si era arrivati a 850mila euro e a soli 4 appartamenti a prezzo basso e prefissato: una scelta che l’amministrazione aveva provato a fare, pur di riuscire a rendere appetibile un bene, la cui vendita assume importanza fondamentale in funzione degli obiettivi del patto di stabilità. Naturalmente, come succede da più di una anno a questa parte, il terreno verrà rimesso all’asta, ed il sindaco Monica Paffetti e la sua giunta dovranno decidere le nuove modalità.
«Ci riuniremo presto in giunta per stabilire il da farsi – dice Marcello Stoppa, vicesindaco e assessore al patrimonio del Comune lagunare – ma siccome seguo da anni il mercato immobiliare, so già che non sarà semplice vendere quel bene. La crisi del settore è veramente grande, e le banche operano in maniera differente: avevamo cercato di renderlo più appetibile, stabilendo che l’acquirente dovesse versare solo il 50% della cifra stabilita al momento del contratto ed il resto all’ottenimento della concessione edilizia, ma non è servito».
Adesso ci sarà da capire se il Comune, pur di rispettare le problematiche di bilancio, toglierà totalmente quei vincoli di edilizia convenzionata, su cui si era basata in partenza l’operazione di alienazione. «Ridurre ancora il numero degli appartamenti da offrire a prezzo vincolato è una cosa che va contro il nostro modo di pensare: l’obiettivo iniziale era quello di favorire la formazione delle giovani famiglie, facendo arrivare sul mercato appartamenti a prezzo accessibile che fungessero da prima casa. – continua Stoppa – ma se continuerà questo stato di crisi, dovremo per forza valutare l’eventualità di offrire tutto al mercato libero. E’ appurato, ormai, che gli imprenditori sono restii ad investire nell’edilizia e se non riusciremo a creare nuovi stimoli, sarà difficile che il bando vada a buon fine».
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