Sicurezza
Patrimonio suddiviso fra i tre eredi
Colpo di scena nello studio del notaio: Baffigi lascia tutto alla badante poi diventata moglie e ai suoi due figli
GROSSETO. Un patrimonio stimato circa tre milioni di euro, un matrimonio celebrato a più di novant’anni, una morte che a qualcuno suscita qualche sospetto. Al centro di tutto questo c’è lei, Lyudmyla Yavorska, la badante quarantasettenne che due anni fa si è fatta mettere l’anello al dito da Ivo Baffigi. L’unica che ieri alle 18.30 ha varcato la porta dello studio del notaio Menchetti dove è stata data lettura del testamento dell’anziano. Un testamento che Baffigi ha avuto la lucidità di cambiare a meno di un mese dalla sua morte. Il 18 luglio si è presentano in piazza Caduti sul Lavoro e si è seduto alla scrivania del notaio per annullare tutte le disposizioni che aveva lasciato fino a quella data. E che è ben diverso da quello che tutti conoscevano e che l’anziano aveva depositato dal notaio due anni fa, dopo il matrimonio con la badante di origini ucraine. In quell’atto infatti, Baffigi nominava unica erede la donna lasciandole un monolocale e un appezzamento di terreno al Giglio e l’appartamento di via Ugo Bassi. In quello aperto ieri dal notaio invece, gli eredi sono tre: la moglie Luda e i figli Carlo e Leonildo.
Un documento di una pagina e mezzo: lì, tra le parole e la burocrazia utilizzata dal notaio nel redigere l’atto, si leggevano insomma le ultime volontà di Ivo. Quelle di dividere in tre parti il suo patrimonio, calcolato in tre milioni di euro circa tra case, magazzini e terreni sparsi tra Grosseto e l’isola del Giglio.
Capelli raccolti, viso struccato, abito dimesso e occhi lucidi, Luda si è presentata davanti al notaio insieme all’avvocato Alessandro Antichi. Schiacciata dalla tensione degli ultimi anni, da quando ha deciso di dire sì all’uomo del quale si prendeva cura da anni accompagnandolo fino alla morte. A lei è andata la casa di via Ugo Bassi, il nido coniugale, quello dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita prima come badante della moglie di Ivo, Giuseppina, poi come moglie dell’anziano. I figli di Ivo, Carlo e Leonildo invece, non si sono presentati.
Loro padre però, nonostante tutto quello che è successo negli ultimi anni, tra accuse, veleni, querele e perizie psichiatriche al quale l’anziano è stato sottoposto, non ha voluto lasciarli senza la loro parte di patrimonio. Ha dettagliato tutto, ha suddiviso in tre parti i suoi beni mettendo uno di seguito all’altro le case, i terreni, i magazzini. A Luda, oltre alla casa di via Bassi, è andato qualche immobile al Giglio. Ma ora servirà una perizia per stabilire se le parti fatte dall’anziano siano uguali. Se i tre eredi insomma, abbiano ricevuto la stessa fetta di patrimonio accumulato negli anni da Baffigi. È possibile che i figli ora impugnino il testamento. «Quello che c’è da capire - dice l’avvocato Alessandro Antichi - è se ci sia stata una lesione di legittimità. E cioè se le parti non siano state fatte uguali». Ma la volontà dell’anziano è sembrata a tutti chiara. Una volontà raccolta dal notaio che ha accertato, prima di dare a Baffigi la penna con la quale firmare l’atto, la capacità di intendere e di volere dell’uomo.
Per conoscere nel dettaglio quello che Ivo ha lasciato a Luda, a Carlo e a Leonildo, si dovrà aspettare una settimana. Il tempo che serve al notaio per rendere pubblico il testamento dopo il passaggio all’ufficio del Registro.
@francegori
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