Sicurezza
In arrivo la stangata Tares ma la cifra ancora non c’è
Le cartelle recapitate in questi giorni coprono solo l’85% della vecchia Tarsu Aldi: «Il rincaro ci sarà perché lo smaltimento dei rifiuti è a carico dei cittadini»
ORBETELLO. Incubo Tares anche per i cittadini del Comune di Orbetello. Come tutti gli italiani anche la popolazione lagunare sta per cominciare a fare i conti con la nuova tassa dei rifiuti e servizi che sostituirà la vecchia Tarsu: in questi gironi stanno arrivando le prime cartelle esattoriali in cui sono evidenziate tre scadenze, relative alle prime tre rate di pagamento che saranno poi seguite da un conguaglio a fine anno.
Dunque ci sarà da fare attenzione perchè i bollettini che stanno arrivando in questi giorni nelle case lagunari non indicano il totale di quello che si dovrà pagare con la Tares, bensì una cifra che è pari all’85% della vecchia Tarsu. Le scadenze indicate sono tre: 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre, come stabilito da una delibera del consiglio comunale di Orbetello dello scorso luglio alle quali farà seguito un conguaglio al 31 dicembre, con il quale si materializzerà il vero aumento. «Tutte le famiglie, come succede in tutti i Comuni italiani, vedranno un congruo aumento generalizzato, dovuto all’avvento della nuova Tares, soprattutto perché adesso questa tassa dovrà coprire la totalità dei costi per lo smaltimento dei rifiuti – dice Luca Aldi, assessore al bilancio del Comune di Orbetello - in passato il 20% veniva finanziato dal Comune, senza contare che lo Stato chiederà un ulteriore 0.3 % che influirà ulteriormente sulle cifre che dovranno essere pagate dai cittadini. Diverso sarà il discorso delle attività economiche: tra queste ci sarà che avrà degli aumenti molto elevati, mentre qualcuno andrà addirittura a pagare di meno».
Tuttavia le aliquote precise non sono ancora note, perché il Comune di Orbetello non ha ancora proceduto all’approvazione del bilancio di previsione, tantomeno a quella del regolamento della Tares, per il quale gli uffici di bilancio stanno ancora lavorando. «Abbiamo già analizzato due proiezioni statistiche di un centro studi cui avevamo commissionato i rilievi sull’impatto della Tares, sulle varie categorie, generati da alcune possibili aliquote da applicare – continua l’amministratore lagunare – ma vista la difficoltà nel ritrovare un giusto equilibrio, ne abbiamo chiesta una terza, che speriamo sia quella che ci dia l’esito più equilibrato. Del resto il criterio di calcolo è totalmente cambiato, adesso pagano di più coloro che producono più rifiuti, e la superficie degli immobili non è più l’unico elemento determinante. Appena saremo pronti le comunicheremo anche noi, che andranno poi approvate insieme al bilancio. Ma la situazione a livello nazionale è eccezionalmente incerta: sono pochissimi i Comuni, anche in Provincia di Grosseto, che hanno presentato i loro bilanci, e chi lo ha fatto deve fare i conti con le nuove scelte dell’esecutivo nazionale che, come è noto, hanno eliminato la seconda rata dell’Imu. E la speranza è che il governo Letta tenga perché, se dovesse cadere, c’è il rischio di ritrovarsi in una situazione in cui non si saprebbe proprio a quale santo votarsi».
I cittadini che vivono sulla laguna quindi, dovranno aspettare ancora qualche mese prima di capire a quanto ammonta tutta la tassa che dovranno versare. Ma l’idea che si tratterà alla fine di un salasso, sta già passando nella testa di molti.
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