Proteste
«Esasperati e truffati dal Beveraggio»
Lo sfogo di chi abita vicino alla fogna a cielo aperto. Linda scopre ora l’origine della puzza, Laura chiede lumi sui soldi spesi
GROSSETO. La neoabitante del quartiere si sente «truffata» e si rende conto della «gravità della situazione» solo ora. Colei che in quella zona c’è nata e che da anni conduce la sua battaglia per il diritto alla salute si definisce invece «esasperata».
Il fosso Beveraggio, la vergognosa fogna aperta nella periferia ovest di Grosseto che da anni tormenta gli abitanti e rappresenta una piaga malsana per la città e la pianura, non smette di far parlare di sé. Dopo il servizio pubblicato sul Tirreno domenica scorsa, le reazioni degli abitanti non si sono fatte attendere.
«Da pochi mesi abito nel quartiere delle Gemme e spesso sento un odore di liquami così intenso e acre da dover tenere chiuse le finestre nonostante il caldo», scrive Linda. «Pensavo fosse un problema di fognatura condominiale, ma è stato solo dopo aver letto il vostro articolo che mi sono resa conto della gravità della situazione. Come residente mi sento letteralmente truffata».
Pagare una tassa per la fognatura e il sistema di depurazione e trovarsi con una cloaca davanti casa è, per Linda, una «beffa» oltre che «un grave danno» alla salute per le esalazioni e la contaminazione dei terreni circostanti e il mare. Il Beveraggio si immette infatti nel canale San Rocco che sfocia a Marina di Grosseto. Che, ricorda Linda, è insignita della Bandiera Blu. «Se lo stesso impegno nel compilare i moduli per ricevere riconoscimenti ambientali fosse impiegato dal Comune nel sollecitare enti e aziende coinvolte nel risolvere il problema fognario, lo scandalo avrebbe la fine che i cittadini meritano e hanno il diritto di esigere», conclude.
Nessuna sorpresa, invece, per Laura Coralli, battagliera abitante del podere Barbanella Vecchia che da anni, insieme al Forum Ambientalista porta avanti una battaglia perché la bomba ecologica del Beveraggio venga disinnescata. «Leggiamo sul Tirreno l’intervista all’assessore all’Ambiente Giancarlo Tei», scrive. Tei ha detto di capire l’esasperazione dei cittadini ma di aver fatto il possibile e che «queste cose non si risolvono con la bacchetta magica». «Gli esasperati di convivere accanto a una bomba ecologica gli rispondono che al momento delle elezioni non votarono per il mago Merlino bensì dettero fiducia a chi credevano capaci di gestire quella cosa pubblica già alla ribalta delle cronache da svariati anni, rotolata, come fanno certi insetti, di amministrazione in amministrazione, legislatura dopo legislatura», scrive Coralli.
Il fetore del fosso è, oggi, peggiore di sempre, spiega Coralli. «Continua a scorrere acqua in abbondanza tutti i giorni quando, invece, a seguito del primo stralcio dei lavori (che è stato fatto, ndr), dovrebbe essere in secca e gli autori degli sversamenti abusivi assicurati alla giustizia».
Al pari, le sponde dovrebbero essere pulite. Invece... «Abbiamo visto intervenire in primavera un’enorme macchina escavatrice con un trincia al posto della benna di scavo, straordinariamente inadeguata al lavoro e all’ambiente e che si è limitata a pulire solo un lato del fosso in quanto non poteva distruggere una coltivazione di mais eseguita abusivamente sul ciglio del fosso in fascia demaniale. Ad oggi la vegetazione delle canne è altissima e ricaduta su se stessa a capanna ricoprendo pietosamente la visuale del delitto lasciandone permeare il tanfo».
Tei ha chiesto ancora pazienza. «Assessore è da incoscienti chiederlo», replica Coralli. Se dovesse scatenarsi un temporale il fosso esonderebbe invadendo non solo la zona circostante, ma la città intera. «L’anno scorso, a giugno, lei ha dichiarato all’assemblea di Barbanella Vecchia di avere a disposizione 350mila euro circa per migliorare questa situazione – conclude Coralli rivolgendosi a Tei –. Ad oggi sarebbe gradito un resoconto pubblico dei soldi rimasti e il dettaglio di quelli spesi».
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