Il Tirreno

Grosseto

Aldo Mazzolai “cacciato” dalla sala delle statue

di Francesca Ferri
Aldo Mazzolai “cacciato” dalla sala delle statue

La famiglia dello studioso voleva intitolargli il luogo clou del museo Archeologico Ma la Soprintendenza si è opposta e ha scelto il professore siciliano Nicosia

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GROSSETO. L’instancabile ricercatore e divulgatore grossetano, o il professore e soprintendente arrivato dalla Sicilia? Tra le antiche statue del museo Archeologico si combatte da un anno una silenziosa guerra tra Soprintendenza ai beni archeologici da un lato e famiglia Mazzolai dall’altro sull’intitolazione della sala più bella, quella delle statue: si chiamerà “Sala Aldo Mazzolai” o “Sala Francesco Nicosia”?

Tutto nasce un anno fa quando, al termine di un progetto di approfondimento sulle figure più importanti di Grosseto, i ragazzi del polo liceali individuano in Aldo Busatti, nell’avvocato Morante e, appunto, in Aldo Mazzolai tre grossetani illustri “trascurati” dalla memoria cittadina ai quali intitolare un luogo simbolo. L’insegnante che segue il progetto è Letizia Stammati, oggi consigliere di Fondazione Grosseto Cultura, che presenta subito il progetto al sindaco.

Il Comune aveva da poco rivisto il regolamento per l’intitolazione di luoghi della città a personaggi famosi e, mentre individua per Morante il ridotto del teatro Industri e per Busatti un largo in via Manetti, per Mazzolai accetta di far da tramite con il museo e con la Soprintendenza fiorentina per perorare la causa di intitolazione all’archeologo, storico e studioso, ex direttore del museo, morto nel 2009, una sala del museo che lui stesso aveva contribuito a creare.

«La famiglia – spiega Stammati – aveva piacere che gli venisse intitolata la sala delle statue, ma la Soprintendenza era di altro avviso». C’erano infatti altri candidati nei piani di Firenze: la professoressa Clelia Laviosa e il professore ed ex soprintendente Francesco Nicosia, due luminari dell’archeologia che su quelle statue avevano lavorato in sede di restauro e studio. E pazienza se non sono grossetani e se quelle statue sono state scavate proprio da Mazzolai.

«Ai familiari fu proposto di intitolare a Mazzolai due altre stanze che aveva contribuito a creare – spiega Stammati – ma loro rifiutarono, ritenendo che non fossero abbastanza. E così il progetto si è arenato. Stessa sorte per il ridotto degli Industri nel caso di Morante».

In realtà a Firenze la macchina era ormai in moto e proprio in questi giorni la Soprintendenza ha deciso: la sala delle statue sarà intitolata a Nicosia. «Fosse per me l’intero museo andrebbe intitolato a Mazzolai», spiega Stammati. La direttrice del museo, Maria Grazia Celuzza, però chiarisce subito: «Il museo non è intitolato a nessuno né si prevede che venga intitolato a qualcuno. E comunque lo ha fondato il canonico Chelli. Quanto alla sala delle statue, esse sono di proprietà dello Stato, dunque della Soprintendenza, che è quindi quella che decide».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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