Il Tirreno

Grosseto

L’albergo dei gatti è pieno «Non portatene più»

di Fiora Bonelli

L’appello di una signora che ne accudisce 18, abbandonati e lanciati dalle auto «Si era sparsa la voce che li curavo, ma adesso non riesco più a occuparmene»

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SANTA FIORA. Lo hanno scambiato per un albergo per gatti. Ma adesso il registro degli ingressi segna il tutto esaurito. Al podere San Martino di Poggio La bella ormai la gente si ferma senza ritegno e lascia gatti a volontà. E c’è chi li lancia addirittura. E le new entry feline sono diventate così numerose che adesso la signora Anna ne mantiene ben 18 nel suo podere. Ma tutto ha un limite e ora è arrivato il momento di farla finita. Anna Zaccini, proprietaria di San Martino non ne può più e racconta la storia di questi gatti e della sua passione per i felini: «Abito in un podere – dice – isolato dai centri abitati, ma che si affaccia sulla strada provinciale che da Arcidosso porta a Roccalbegna. Ho sempre amato gli animali, gatti e cani e forse di questa mia passione si è sparsa la voce nel circondario o forse sarà solo la posizione comoda del podere. Fatto sta che anche ieri sera a buio, un’auto si è fermata qui davanti, ha scaricato un bel gattino e poi via, volatilizzata. Quando ho sentito miagolare ho visto che era un altro ospite che si sarebbe aggiunto ai 17 gatti che già abitano qui. Vi sono arrivati col solito sistema: scaricati da automobili e gettati fuori dai finestrini. Per salvarne uno che era finito sopra un albero e non riusciva a scendere mi dovetti arrampicare lungo una scala di molti metri. Questo di stasera (venerdì), appena piovuto da un’automobile, l’ho chiamato Fiocco e per una coincidenza è arrivato proprio il giorno dell’anniversario della morte di mio figlio 31 anni fa. Un segno. L’ho considerato un segno. Dunque starà con noi: con me, con altri 17 gatti, con 4 cani e tre nipoti che devo accudire. Tutto bene, ma spero che nessun ospite ulteriore arrivi a casa nostra. Compro quintali di crocchette, per mantenerli. Ci vogliono risorse, perché se le bestie si tengono, si devono tenere bene. Fiocco si è ambientato subito e si pavoneggia, ormai sicuro dell’accoglienza generale, fra Pallina e Paolina. Tutti i miei gatti hanno un nome, perché sono una parte della mia famiglia. Ma, ripeto, a tutto c’è un limite. E ironicamente ringraziando chi mi ha fatto quest’ultimo regalo, prego di non portarmi più nulla. L’albergo Zacchini segna il tutto esaurito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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