Il Tirreno

Grosseto

Morìa dei pesci nel canale Bizzarri striglia le aziende

di Francesca Gori
Morìa dei pesci nel canale Bizzarri striglia le aziende

A breve chi sversa nel canale dovrà presentare un piano di monitoraggio Il sindaco: «Non possiamo non sapere cosa abbia provocato quella strage»

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SCARLINO. Bisognerà aspettare la metà di settembre per avere qualche risposta in più sulle cause che hanno portato alla morte di tutti i pesci nel canale Solmine. Quelle risposte, il sindaco Maurizio Bizzarri, le pretende. E per questo, a fine agosto, ha convocato un tavolo al quale, oltre ai tecnici dell’Arpat e al sindaco di Follonica Eleonora Baldi, si sono seduti anche i rappresentanti delle aziende che sversano nel canale. Perché nella vicenda della morìa di pesci, ci sono pochi elementi certi: gli animali sono morti probabilmente per un picco di tossicità nell’acqua del canale o perché la temperatura si è alzata di diversi gradi. E che questo è successo a monte del depuratore. Poi, quale azienda abbia provocato la strage di pesci, ancora non è possibile dirlo. «Abbiamo chiesto un monitoraggio in continuo - dice Bizzarri - e analisi supplementari. Non ci accontentiamo di sapere che qualcosa è successo senza stabilire esattamente le cause e attribuire le responsabilità». Il messaggio del primo cittadino di Scarlino è chiaro: le società che scaricano nel canale devono dire perché quei pesci sono morti: le analisi dell’Arpat, da sole, non bastano. L’agenzia regionale, infatti, non ha chiarito quello che è successo a metà agosto, durante una domenica nella quale le spiagge affollate di turisti hanno fatto i conti con i pesci morti. «Per questo abbiamo chiesto alle aziende delle integrazioni a quelle analisi - spiega il sindaco - che dovranno essere consegnate tra una decina di giorni. E sempre a loro è stato chiesto di accelerare il progetto del monitoraggio in continuo. Questa è una prescrizione che deve essere rispettata senza alcuna deroga». Le società che sversano nel canale, la Nuova Solmine, la Tioxide e Scarlino Energia oltre al depuratore, una bozza di quello che faranno l’hanno già portata al tavolo che si è svolto a fine agosto. «Ma quei progetti di massima - dice il sindaco - devono essere rivisti. C’è bisogno di avere in mano dei progetti più concreti e soprattutto di capire cosa abbia provocato quel disastro». Ora, si torna a discutere tra dieci giorni, quando al tavolo si siederà anche la Provincia, assente all’ultima riunione e quando verranno esaminate le carte portate dalle aziende del Casone.

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