Italia
«Io sono animalista e tu cacciatore: perché non ci confrontiamo?»
Bottinelli (Lav) invita Monaci (Federcaccia) a un duello in tv E conferma: «Non abbiamo deturpato noi i vostri manifesti»
GROSSETO. «Essere animalisti non si coniuga con la violenza, né con il vandalismo. Condivido i contenuti delle scritte marcate in rosso sui cartelloni della Federcaccia, ma non certo il metodo».
Giacomo Bottinelli, leader locale della Lav, come altre volte in passato, ci mette la faccia; difende la sigla del movimento che rappresenta e si dice pronto a un “duello” con Luciano Monaci (Federcaccia).
«Ieri gli ho scritto una lettera chiedendogli un pubblico confronto, magari su Tv9. Vediamo. Mi piacerebbe fosse un dibattito sulle idee, non un ring con i tifosi a parteggiare».
Sul fronte opposto le associazioni venatorie hanno ormai chiare le differenze nella variegata galassia animalista e Monaci, nel suo legittimo sfogo contro gli imbrattatori, faceva riferimento ad altre sigle, non alla Lav o all’Enpa.
«Quando sono comparse le prime scritte sui muri, a Grosseto, contro la caccia e i circhi, con tanto di svastiche e riferimenti ai regimi totalitari – sono ancora parole di Bottinelli – noi ne abbiamo preso le distanze. Ci siamo riuniti spesso per parlare di questo e ogni volta ho invitato i soci grossetani a seguire altre strade per manifestare il dissenso. A noi non piace che si sporchi la città con scritte contro la caccia. Si dà un’arma in più a chi ci vuole male… Le nostre sono azioni di protesta legittime e legali. Facciamo proselitismo e mobilitazione (picchetti, manifestazioni, comunicati, interventi eccetera) sempre alla luce del sole e soprattutto non usiamo sigle politiche. La nostra attività si fonda sul dialogo, ad ogni livello, con le istituzioni. A partire dal Parlamento. Si fonda sulla tolleranza. Nove volte su dieci chiediamo soltanto di applicare norme che già esistono. Il nostro è sempre un messaggio teso al rispetto, alla riflessione».
E proprio partendo da questi fondamenti Bottinelli lancia la palla a Monaci. «Parliamo – spiega – delle nostre idee, dialoghiamo. Facciamolo pubblicamente. Senza usare toni da ultras. Lasciamo che chi ascolta si faccia un’idea».
Monaci raccoglierà il guanto?
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