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«Golf a Lago Acquato buono solo per nuove cubature»

CAPALBIO. La questione del golf nella zona del lago Acquato a Capalbio continua a far discutere. A scendere in campo stavolta è Nicola Caracciolo di Italia Nostra, che avverte il sindaco Luigi...

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CAPALBIO. La questione del golf nella zona del lago Acquato a Capalbio continua a far discutere. A scendere in campo stavolta è Nicola Caracciolo di Italia Nostra, che avverte il sindaco Luigi Bellumori: la sua associazione esprimerà parere contrario. Una notizia non indifferente, visto che in altre battaglie come quella relativa alla Tirrenica e al biogas il pensiero dei due viaggiava nella stessa direzione. Oltretutto i giorni scorsi il Wwf toscano e Legambiente si sono associati formalmente alle osservazioni della Rete dei comitati contro la costruzione del “green”, completando il fronte delle associazioni contrarie all’agri-albergo. Bellumori aveva chiesto il parere ad alcuni dei soggetti interessati, ottenendo immediata risposta da Italia Nostra: «In linea di principio - è la risposta - non siamo contrari sic et simpliciter ai campi da golf. Per il comune di Capalbio, che vive anche di turismo, trovare una attività che prolunghi la stagione balneare sarebbe importante – spiega Caracciolo - Purtroppo però il clima di Capalbio non è quello inglese. Le piogge sono talvolta scarse e sempre episodiche: l’acqua a disposizione per agricoltura e turismo, oltre che per i residenti, è già un problema, che rischia di essere gravissimo per il progetto di lago Acquato, sulle cui garanzie di rifornimento si possono avere molti dubbi. Inoltre ci vorrebbero maggiori garanzie sul ciclo e le quantità di concimazioni e di diserbanti che dovrebbero essere adottati per il mantenimento del “green”, perché il pericolo di inquinamento delle falde acquifere è presente. Se poi il progetto volesse essere l’attrazione per golfisti internazionali, dopo le esperienze di Orbetello e Porto Ercole, bisogna dar ragione a chi sostiene che, se mai un golf ha da essere fatto, deve essere a 18 buche e non a 9, perché la misura limitata lo esclude da ogni gara internazionale. Poi i campi da golf hanno spesso economicamente vita difficile e sorge il dubbio che l’operazione serva solo a far costruire nuova cubatura senza aperture e sbocchi per un turismo fuori stagione. Ci permettiamo quindi di dare un diverso suggerimento per l’uso del Lago Acquato: un’area per il turismo naturalistico dove, tra piste ciclabili, piste per jogging, osservazione della natura e aree di riposo si possa avere godimento per la popolazione in ogni stagione dell’anno. Sarebbe una nuova aerea naturale protetta di interesse locale - conclude lui - che i Comuni autorizzano e che la Regione Toscana conosce e riconosce. Ci preoccupa infine la facilità con cui le autorità politiche che ci governano, Comune, Provincia e Regione, siano pronte ad accettare in una zona delicata come la Maremma investimenti che non rispettano il risparmio del suolo, ma anzi ne favoriscono il consumo ad alto tasso di inquinamento». (s.z.)

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