Il Tirreno

Grosseto

Dall’estero l’investitore per salvare la ex Mabro

di Francesca Gori
Dall’estero l’investitore per salvare la ex Mabro

Una “newco” interessata a rilevare la fabbrica e acquistare il magazzino Nessun nome in ballo ma le garanzie già verificate di un’importante banca estera

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GROSSETO. C’è più di una persona interessata a quello che è stato messo nero su bianco e depositato due giorni fa sulla scrivania del giudice che dovrà decidere se concedere o meno sessanta giorni di proroga ad Abbigliamento Grosseto. Ci sono i creditori dell’azienda, c’è Royal Tuscany che deve saldare i propri debiti. E ci sono i dipendenti che devono capire quale sarà il loro futuro ora che la società guidata da Maurizio Santoro ha scelto di chiedere il concordato in bianco.

Ma su quei fogli di carta arrivati due giorni fa al tribunale di piazza Albegna, ci potrebbe essere la chiave di volta di tutta l’operazione: una società straniera interessata a rilevare l’azienda. Una società il cui nome resta ora top secret, nascosto dietro una newco che avrebbe già fatto un’offerta per l’acquisto del capannone di via Senese. Non si tratterebbe però di una società interessata soltanto all’immobile. Quel capannone, che vale quasi cinque milioni di euro, nel corso degli anni ha solleticato vari appetiti, spingendo il sindaco Emilio Bonifazi a dire più volte che quello spazio sarebbe rimasto artigianale. Che lì, non avrebbe mai fatto cambiare destinazione d’uso per la realizzazione di appartamenti.

Il gruppo che però avrebbe manifestato interesse per l’immobile, per il quale Abbigliamento Grosseto aveva fatto una promessa d’acquisto a Royal Tuscany che così avrebbe potuto estinguere il mutuo contratto con il Monte dei Paschi, un mese e mezzo fa si sarebbe fatto avanti anche con la società guidata da Invitti e Dipietrantonio. Royal Tuscany è stata ammessa al concordato e non può vendere direttamente lo stabile di via Senese senza passare da una gara d’appalto. Ma nel caso in cui ci fosse un compratore, come pare essere quello che si è affacciato alla porta di Abbigliamento Grosseto, le cose potrebbero incanalarsi su altri binari.

Quello che è certo, comunque, è che l’offerta ricevuta da Royal Tuscany e che sarebbe poi stata depositata sulla scrivania del giudice due giorni fa, sarebbe una proposta seria. Sostenuta da garanzie di un’importante banca straniera e con crediti certificati. Un’operazione seria, insomma. L’amministratore unico Maurizio Santoro, a capo di Abbigliamento Grosseto, ci sarebbe venuto proprio per questo: per traghettare l’azienda a un’altra proprietà. Il valore del marchio e il know how della Mabro, insomma, è riconosciuto da tutti. E pare che questa volta abbia suscitato gli appetiti della società giusta. Investitori stranieri pronti a metterci capitali freschi e salvare uno dei poli produttivi più importanti della Toscana.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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