Il Tirreno

Grosseto

«Niente gogna, solo trasparenza»

«Niente gogna, solo trasparenza»

5 Stelle risponde ai capigruppo: andate avanti a colpi di maggioranza e non ascoltate la gente

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GROSSETO. Non si placa lo scontro sulla vendite delle Farmacie comunali. Dopo la lettera dei capigruppo,ora scrive di nuovo il Movimento 5 Stelle.

«La replica dei capigruppo di maggioranza, ad unanimità, è in linea con la strategia comunicativa del Partito Unico (Pd-Pdl) presente in parlamento e dunque vincente: contiene una quantità di illazioni tali da rendere difficile un tentativo di risposta. Dopo due anni e mezzo, ancora non hanno capito, o non hanno voluto capire, cosa sia il M5S e come operi politicamente. Il rappresentante in consiglio è un semplice portavoce dei cittadini e sono i cittadini ad aver chiesto di lavorare a un referendum sulla vendita delle farmacie nel momento in cui si è iniziato a mettere le mani sulla delibera di agosto e non su quella di marzo che, ricordiamolo, era una delibera di indirizzo che presupponeva dunque un lavoro successivo di analisi, discussione ed approfondimento nelle relative commissioni consiliari e dopo in consiglio».

«La discussione sulle farmacie ha poi subito nell’ultimo periodo un’accelerazione improvvisa che non ha permesso di intervenire tempestivamente. Questo è un tipico atteggiamento di chi ci amministra, un atteggiamento di chiusura che blinda, giocoforza, gli atti già carenti delle necessarie informazioni. Fin qui la considerazione tecnico/giuridica. Dal punto di vista politico, invece, sembra che i capigruppo di maggioranza considerino di “opposizione” lo strumento referendario mentre invece per il Movimento è uno strumento dei cittadini e soprattutto dell’Amministrazione incaricata a governare, la quale dovrebbe utilizzare molto più spesso tali opportunità (non è stato mai utilizzato). Non dimentichiamoci che è un referendum consultivo e non abrogativo o deliberativo».

«Sulle farmacie abbiamo detto la nostra ogni qual volta se ne sia parlato. La proposta del M5S c'è eccome. Il problema è che, purtroppo per loro, la nostra proposta ha un tenore opposto alla loro; lo sanno molto bene i consiglieri e commissari di maggioranza. Abbiamo lanciato un appello per far nascere una protesta e una proposta referendaria; sono arrivati molti riscontri positivi, anche da altre forze politiche a cui lanceremo l’avvio di un coordinamento in settimana. Il referendum lo abbiamo chiesto nel momento in cui stavamo appunto dibattendo la delibera in consiglio, ma anche nelle precedenti sedute della commissione. Qualcuno ha risposto? Qualcuno ha valutato anche questa opzione? No! La delibera è stata approvata a colpi di maggioranza e “numeri da circo”. Se la maggioranza ritiene di essere quello che vuole far sembrare di essere, sospenda l'Iter di vendita, dia una mano per la raccolta firme che partirà a giorni ed aspetti l'esito della consultazione referendaria».

«La maggioranza ormai non ha più neppure l'intenzione di affrontare a viso aperto un confronto e un dibattito costruttivo con noi. È la maggioranza delle prove di forza di un Re e un vice Re (cit. Mario Lolini) che dettano l'agenda già scritta, probabilmente da altri.Lasciamo da parte le offese prive di fondamento in merito alla supposta impreparazione del M5S nelle attività istituzionali; chi segue i lavori, chi vive il Comune e chi ci lavora può confermare che così non è, anzi, giungono spesso attestati di stima nei confronti del lavoro svolto. I capigruppo ricordavano la delibera della Corte dei Conti, peccato che nessuno ci ha risposto in consiglio Comunale, ma del resto come potevano? L’emendamento da noi presentato è stato condiviso direttamente con gli uffici comunali preposti e la sua approvazione non avrebbe prodotto criticità più gravi di quelle che la maggioranza stessa ha coltivato e raccolto negli anni di governo. Insomma si poteva seguire la linea suggerita dal M5S. Per ultimo non capiamo davvero come ci si possa vergognare di mettere alla luce del sole le proprie preferenze espresse in consiglio. Ma quale gogna mediatica! Piuttosto è giusto parlare di trasparenza: il sistema informatico del Comune non permette al cittadino di sapere come ha votato il suo consigliere di riferimento e questo non è accettabile e cerchiamo di sopperire a questa mancanza».

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