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Tetto rotto in chiesa I soldi ci sono ma i lavori “latitano”

Tetto rotto in chiesa I soldi ci sono ma i lavori “latitano”

CASTEL DEL PIANO. La chiesa di San Leonardo di Castel del Piano è chiusa, col tetto pericolante. C’è il denaro per il restauro ma nessuno si muove. E intanto la campana di proprietà del Comune non...

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CASTEL DEL PIANO. La chiesa di San Leonardo di Castel del Piano è chiusa, col tetto pericolante. C’è il denaro per il restauro ma nessuno si muove. E intanto la campana di proprietà del Comune non suona più come da tradizione, quando va in seduta il consiglio comunale.

Una segnalazione accorata e polemica su questo tasto dolente arriva dalla contrada del Poggio, in piena fibrillazione in questi giorni per le sorti del palio, con l’appello di un contradaiolo. E questa volta, a pochi giorni dall’evento che toglie il sonno alle contrade, in quella stessa contrada non si parla né di cavalli né di corse. Si parla invece di chiese.

Quella dell’arcipretura, o “chiesa grande”, come affettuosamente la chiamano a Castel del Piano per distinguerla dalla “chiesa piccina”, sempre nel centro storico, è bisognosa, dunque, di ripristini urgenti. Don Ezio Bettini, il sacerdote da qualche anno scomparso, e che ne era stato parroco, prima di morire ha lasciato, per il rifacimento del tetto, una cospicua cifra. Ad oggi, però, nonostante quel generoso gesto, nulla è stato fatto.

Francesco Prunai, contradaiolo del Poggio, dà voce a tutti i malumori della contrada e picchia duro: «Sono nato 80 anni fa – spiega – in via delle Monache in quel del Poggio a “uscio e muro” con la chiesa dell’arcipretura, “chiesa grande” come si dice qui. Ci ho fatto pure il chierichetto, oltre che la cresima e la comunione e qui si sono svolte le esequie dei miei cari».

Una chiesa che è dunque un pezzo di vita per Prunai. «Per questo provo una angoscia lancinante nel vederla trascurata e dimenticata, come fosse uno dei tanti seccatoi lasciati crollare nei castagneti. Spogliata di tutti i suoi arredi, che i parrocchiani avevano contribuito a metter su, magari togliendosi il pane di bocca».

Chiusa mentre era ancora vivo don Ezio che oppose una vivace ma inutile resistenza. Il motivo? Tetto pericolante.

«Le campane – prosegue Prunai – sono rimaste così, mute. Il campanone, di proprietà del comune, che era solito suonare per antica consuetudine quando veniva convocato il consiglio comunale, è stato arbitrariamente zittito».

Prunai aggiunge che in questi casi bisognerebbe conoscere il parere della Soprintendenza, se sono state fatte perizie e da chi, e soprattutto cosa intende fare la Curia.

«Il geometra di castel del Piano Franco Magnani – aggiunge Prunai – avrebbe voluto entrarvi per vedere il suo stato, ma l’accesso gli è stato negato».

Prunai ricorda anche che la contrada del Poggio che sollevò il problema fu biasimata dall’altare. Invece, sottolinea Prunai, «a tutta la comunità farebbe piacere sapere cosa si intende fare per salvare questo insigne monumento, se sono state prese iniziative dalle autorità civili e religiose. Dal momento che don Ezio Bettini ha lasciato una bella somma destinata al restauro del tetto di chiesa grande, se non partono i lavori è segno che c’è solo disinteresse. Aspetto risposte chiare da chi di dovere», conclude Prunai. E con lui anche tutta la comunità di Castel del Piano.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web