Il Tirreno

Grosseto

«Strade a pezzi, Monaci vada a casa»

di Maurizio Bernardini
«Strade a pezzi, Monaci vada a casa»

Felicioni chiede le dimissioni dell’assessore: suo figlio è rimasto ferito in un incidente in scooter per un taglio sull’asfalto

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GROSSETO. L’assessore ai lavori pubblici? Vada a casa. Non usa mezzi termini il leader di Grosseto Oggi, l’architetto Massimo Felicioni, nel chiedere la testa di Giuseppe Monaci.

A far sbottare il capogruppo della civica (che ha avuto qualche screzio con l’esponente di giunta anche su Facebook) è ancora una volta lo stato delle strade comunali, centrali o periferiche che siano. «È evidente – attacca Felicioni - che ai lavori pubblici si hanno altre priorità. Eppure, quello della manutenzione del manto stradale dovrebbe essere il primo dei nodi da sciogliere. Ci sono stati anche dei morti, ma non è cambiato nulla o quasi». Anche il figlio dell’architetto è caduto di recente dal proprio scooter: è stato necessario l’intervento dei mezzi di soccorso e ne è venuta fuori tanta paura e una prognosi di dieci giorni. «Tutto perché la ruota anteriore è andata a toccare una rigatura che c’è sull’asfalto: è finito a terra e ha sbattuto sul cordolo in cemento che divide via Aurelia nord dal sottopasso di Barbanella».

Adesso il ragazzo sta bene, ma quel che è accaduto è solo uno tra i molti incidenti che avvengono in città. Felicioni ne è consapevole e infatti non ne fa una battaglia personale, anzi. Le ultime denunce del capogruppo di Grosseto Oggi riguardo buche, dossi e strade pericolose risalgono a diversi mesi fa. Dunque molto prima che anche suo figlio finisse preda del pessimo stato del manto stradale. «In questa città anche la cartellonistica spesso non è adeguata. E intanto sono stati spesi soldi per (utili?) pannelli elettronici. Magari quei quattrini potevano essere investiti meglio». Eppure, Felicioni qualche spiraglio a Monaci lo lascia: «Le nostre strade sono in queste condizioni per negligenza o incapacità? Se il problema è il denaro l’assessore ai lavori pubblici farebbe bene a dirlo chiaro e tondo: noi lo supporteremo».

Insomma, tutto purché finisca «il giochino delle tre carte». Altrimenti, secondo Felicioni, il partito socialista potrebbe pensare a un rimpasto, offrendo il posto di Monaci a un altro uomo. «Sino a oggi siamo stati collaborativi, ma continuare di questo passo significherebbe divenire complici. Mi auguro che le mie parole non vengano prese per una speculazione politica. Il sindaco mi conosce, sa che sono una persona perbene».

Poi l’ennesima stoccata: «Se hai scelto di fare l’amministratore non puoi prendertela – dice Felicioni, riferendosi ai botta e risposta avuti con Monaci su Facebook - altrimenti hai sbagliato mestiere. Il guaio è che non esiste un’idea complessiva degli interventi. Si naviga a vista e questo è sconfortante». Ma l’offensiva non si ferma qui: «Ho chiesto un appuntamento al prefetto: c’è in ballo la sicurezza pubblica» assicura l’architetto che ha anche ideato un gruppo Facebook di "autotutela dedicato alla sicurezza stradale di Grosseto e frazioni" (già 330 iscritti).

Adesso la palla passa all’assessore. Sarà Monaci a dover dare una riposta alle accuse messe sul piatto. Calmare gli animi, c’è da scommetterci, non sarà affatto semplice. Programmare un chiaro quadro d’interventi a medio termine, però, potrebbe essere già un bel passo in avanti. Nell'immediato, di rattoppi ne sono già stati fatti molti. Adesso - almeno a sentire Felicioni - quel che serve è qualcosa di diverso. Tutto questo, ovvio, soldi permettendo. Ma nel caso i cordoni della borsa di piazza del Duomo uno continuino a essere ben stretti, Monaci sa che può contare su di un nemico-amico in più: quel Felicioni che oggi ne chiede le dimissioni, sarebbe infatti pronto a sostenere l’uomo socialista nell’impresa di strappare risorse per le opere stradali. Certo, c'è il Patto di stabilità da rispettare. Ma andatelo a dire a chi frequenta le strade grossetane.

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