Attenzione
Se n’è andato ieri Vittorio Riccò poeta e ferroviere
GROSSETO. «Premi per mano un rivolo d’inchiostro/ come se fosse un filo di speranza/ e vai con lui, in quel candido posto/ dove il pensiero diventa sostanza». Così Vittorio Riccò espresse tempo fa il...
GROSSETO. «Premi per mano un rivolo d’inchiostro/ come se fosse un filo di speranza/ e vai con lui, in quel candido posto/ dove il pensiero diventa sostanza». Così Vittorio Riccò espresse tempo fa il suo amore per il bello. E anche la calligrafia faceva parte del suo mondo. Ferroviere in pensione e agricoltore per diletto, Riccò, tra i fondatori de Il Calamo, si è spento ieri dopo una malattia.
Nato a Grosseto, ma originario di Reggello, era entrato in ferrovia a Piombino come capotreno. Ormai in pensione, curava il suo uliveto a Batignano e scriveva poesie. Nell’anno delle pari opportunità partecipò a un concorso a Firenze classificandosi primo ex aequo con una poetessa. Il presidente Ettore De Tora e i soci del Calamo si stringono nel dolore e ne ricordano le doti e l’umanità. (f.f.)
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