Il Tirreno

Grosseto

I comitati contro il campo da golf

di Sabino Zuppa
I comitati contro il campo da golf

Contestato il progetto del green a nove buche nella zona del lago Acquato: «Ci sono rischi per l’ambiente»

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CAPALBIO. L’idea della costruzione di un nuovo campo da golf nella zona del lago Acquato a Capalbio continua a non piacere a molti abitanti e frequentatori del territorio della piccola Atene e sta rischiando di scatenare un vespaio che potrebbe riguardare anche le scelte amministrative dell’Ente presieduto dal sindaco Luigi Bellumori.

Proprio ieri, infatti, è scaduto il termine di presentazione delle osservazioni in merito all’opera alla Regione Toscana, dopo che la società che si incaricherà della sua costruzione, la G & T, ha dato la prevista comunicazione pubblica dell’intenzione di costruire un “green” di nove buche e di una struttura edilizia a servizio di circa duemila metri quadrati di superficie.

Per la verità il primo cittadino capalbiese si è già prestato a fornire chiarimenti ai vari comitati ed associazioni ambientaliste che si stanno interessando alla vicenda, facendo sapere che si tratta di una struttura che avrebbe forma esagonale, a stella, la quale, secondo il pensiero di tanti, non avrebbe nulla a che vedere con l’architettura della zona.

Una realtà agricola pastorale dove sono stati fatti ingenti investimenti in vigneti ed agricoltura biologica che potrebbero andare a cozzare contro il tentativo di costruire una struttura così imponente.

Dunque la preoccupazione sembra riguardare la nuova possibile scelta di avvallare un’attività di costruzione edilizia piuttosto che continuare a puntare su paesaggio e sull’agricoltura.

Di questo si stanno preoccupando la rete dei Comitati per la difesa del territorio, il Comitato per la Bellezza e il Comitato Terra di Maremma i quali hanno inviato un dettagliato esposto alla Regione Toscana, alla Provincia di Grosseto e al Comune di Capalbio a firma di Alberto Asor Rosa, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Valentino Podestà e Corinna Vicenzi.

Oltre alle questioni paesaggistiche la preoccupazione riguarderebbe lo sfruttamento della falda acquifera del lago, un bacino dal livello variabile che potrebbe essere danneggiato dalle continue ed indispensabili attività di irrigazione per mantenere in buono stato il “green”.

Secondo i promotori dell’opposizione alla struttura, infatti, l’acqua necessaria ogni giorno sarebbe pari al fabbisogno quotidiano dell’intero Comune di Capalbio, con, secondo la loro opinione, inevitabili ripercussioni ambientali.

Altra cosa che preoccupa è il potenziale uso di diserbanti che sarebbero necessari per la cura del manto erboso, i quali potrebbero creare problemi alle numerose aziende agricole circostanti.

In questa ottica non resterà che attendere le osservazioni della Regione Toscana su cui dovrebbe esprimersi l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson.

Del resto per gli stessi motivi per cui in molti non vogliono la Tirrenica, allo stesso modo c’è chi non è favorevole ad una costruzione imponente in mezzo alle campagne.

Un’attività che sarebbe però da stimolo per l’edilizia, afflitta dalla crisi, ma che potrebbe danneggiare l’attività di imprese viti vinicole che occupano molto personale.

Al tempo stesso il green a nove buche potrebbe portare a Capalbio un discreto giro di turismo, visto che il circuito del golf già attrae molta gente in Maremma. E di questi tempi, con evidenti cali sulle presenze, la cosa non sarebbe affatto male. Ci sarà quindi da valutare con grande attenzione sia i possibili rischi, sia i probabili benefici di questo intervento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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