Il dolore
Addio Nedo, una vita per il calcio
Cordoglio per la morte di Ficulle presidente dell’Alberese: era stato anche dirigente dell’Us Grosseto
GROSSETO. Ci sono persone che nel loro cammino umano lasciano una traccia indelebile per la passione, l’amore e la capacità con cui svolgono il compito loro affidato. Nedo Ficulle rientrava sicuramente in questa categoria. Se pensi alla maglia bianconera dell’Alberese non puoi fare a meno di collegarla a Nedo Ficulle e se pensi a Nedo Ficulle è inevitabile non collegare il suo nome all’Alberese. Questo non soltanto perché Ficulle è stato il presidente per 23 anni ma perché quel ruolo lo ha interpretato con amore, slancio e autentico feeling con un ambiente che si è sempre immedesimato nella sua figura.
Per questi motivi quando la scorsa notte si è spenta la vita di Nedo Ficulle è come se la storia dell’Alberese avesse subito una scossa tellurica. Ficulle aveva compiuto 71 anni lo scorso 7 agosto quando la malattia aveva già preso il sopravvento. L’ultimo affettuoso saluto della sua gente lo aveva ricevuto soltanto pochi giorni, fa, il 28 agosto, in occasione della presentazione dell’Alberese calcio, quando le sue condizioni di salute non gli permisero di essere presente, ma l’applauso nei suoi confronti scattò automaticamente quando il capitano Marco Paoletti ricordò che «Nedo Ficulle sarà per sempre il nostro presidente».
Negli anni Settanta, Nedo era stato anche dirigente del Grosseto calcio sotto la presidenza di Mario Ferri. Nel 1986 era diventato presidente dell’Alberese riuscendo a portarla in Prima categoria nel 1990, un campionato che ha sempre mantenuto. E’ stato insignito della medaglia d’oro della Figc nazionale in qualità di benemerito dello sport. Nel 2011 ha ricevuto nella location del teatro degli Industri l’Oscar dello sport assegnato dal comune di Grosseto, un premio che ha ritirato insieme al capitano Carlo Saleppico che è anche suo genero. Titolare di un’avviata ditta di termoidraulica, Nedo Ficulle lascia la moglie Sandra, le figlie Federica e Vanessa e le adorate nipoti Benedetta e Rachele. Sarà proprio il genero a continuare l’attività imprenditoriale dove lavora già da tempo.
Pino Pisicchio è l’amico di una vita e lo ricorda così: «Nedo è stato un uomo eccezionale, per l’Alberese ha dato tutto se stesso. Abbiamo condiviso molte cose insieme, le vacanze sulle piste di sci (io a fare le discese, lui appassionato di fondo), il tifo per l’Alberese ed anche presenza sulle tribune dello stadio Zecchini per assistere alle partite del Grosseto. Gli sono stato vicino fino all’ultimo, vederlo soffrire è stato terribile».
Nicola Francioli ha un pensiero particolare: «Nedo è stato il presidente che è succeduto a mio babbo Oliviero con il quale c’è stato un ottimo rapporto. Gli sono grato per avere continuato con efficacia il lavoro di babbo. E’ una scomparsa che ci rende tutti più deboli, per cui Alberese deve onorarlo cercando di fare il meglio possibile. Nedo mi ha dato consigli anche per questioni che esulano dall’ambiente calcistico, il nostro rispetto reciproco è indelebile, è una persona che ci mancherà e mi piace accostarlo a mio babbo perché sono due personaggi che hanno fatto la storia». E lancia una proposta: «Sarebbe bello se domenica 15, all’inizio dei campionati, in tutti i campi della provincia fosse osservato un minuto di raccoglimento in suo onore».
Infine l’attuale presidente dell’Alberese, Alessandro Fantoni, esprime le seguenti parole: «È una persona che ha fatto tanto, noi abbiamo il compito di portare avanti il suo buon operato. Nell’applauso che gli abbiamo dedicato la sera della presentazione della squadra c’è tutta la nostra stima ed il nostro affetto».
Questa mattina il corpo di Nedo Ficulle sarà accompagnato da familiari e amici a Livorno, per la cremazione. Dal decosso, avvenuto poco dopo le 3 della notte tra lunedì e martedì, la salma è rimasta composta nella sua abitazione di via Scotti, nella zona Villa Pizzetti, dove ieri pomeriggio don Giancarlo della parrocchia del Crocifisso ha celebrato una funzione religiosa. Alla famiglia Ficulle le condoglianze della nostra redazione.
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