Il Tirreno

Grosseto

Superficie minima, norma da rivedere

di Enrico Pizzi
Superficie minima, norma da rivedere

Regione e Provincia chiedono la convocazione della conferenza paritetica sulle misure degli appartamenti a Marina

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MARINA DI GROSSETO. «Ce lo chiede il mercato». Era stata questa la parola d'ordine della maggioranza di centrosinistra quando, il 15 gennaio scorso, aveva votato, insieme alle opposizioni, per la riduzione della superficie minima dei nuovi appartamenti a Marina di Grosseto da 60 a 40 metri quadrati. Un voto contro il parere dei tecnici del Comune di Grosseto che proponevano di accogliere l'osservazione della Provincia, che voleva i 60 metri quadrati, ma in quel frangente il centrosinistra era riuscito a scippare al capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba la soddisfazione di consentire che, frazionando un appartamento, se ne potessero ricavare due di superficie lorda minima di appena 40 metri quadrati.

Conferenza paritetica. Adesso quella decisione dovrà essere rivista se si vorrà evitare che per questa parte il regolamento urbanistico, approvato definitivamente a fine maggio, finisca nelle maglie della conferenza paritetica interistituzionale, una sorta di commissariamento che la Regione Toscana e la Provincia, pur sottolineando la grande collaborazione che c'è sempre stata con il Comune capoluogo, hanno deciso di mettere in atto «per fare chiarezza – dicono in un comunicato congiunto – su questo e su altri elementi critici ancora presenti nel regolamento». Un ripensamento che – spiega già il sindaco Emilio Bonifazi, affatto sorpreso dalla decisione di Provincia e Regione – potrà ammettere una deroga: la Regione e la Provincia sono pronte, infatti, ad ammettere superfici minime di 45 metri quadrati, ma solo per prime abitazioni in aree Peep o per interventi di edilizia residenziale pubblica.

Proteggere la duna. Quello della superficie utile lorda minima degli appartamenti a Marina di Grosseto non è l'unico elemento critico. Tolti alcuni errori materiali da correggere – spiega ancora il sindaco Bonifazi – c'è la questione della salvaguardia del sistema dunale nella zona nord di Marina, davanti alle colonie e oltre. Qui il regolamento urbanistico prevede la possibilità di realizzare strutture balneari che, a giudizio della Provincia e della Regione, pregiudicherebbero la salvaguardia del sistema dunale. In sostanza la Regione non è intenzionata a vedere nascere nuovi stabilimenti balneare che cementifichino l'arenile, come è avvenuto lungo tutto il litorale di Marina di Grosseto, là dove ancora il paesaggio è costituito da duna e pineta retrostante.

Rta e cav. Altro elemento discordante è quello che riguarda la trasformazione in civili abitazioni di circa il 30 per cento di strutture ricettive come rta e cav: la Regione e la Provincia voglio evitare che questa possibilità riguardi anche le strutture sorte nelle zone rurali e dunque il regolamento urbanistico dovrà prevedere esplicitamente la possibilità di trasformazione solo per rta e cav realizzate nelle aree urbane. Nessuno sgambetto. «Siamo certi – ha affermato l’assessore regionale Anna Marson – che il ricorso alla conferenza costituirà una ulteriore occasione di confronto costruttivo per chiarire e risolvere alcuni limitati e specifici aspetti di criticità tuttora presenti nel piano approvato». «Il ricorso alla paritetica – ha aggiunto il vicepresidente della Provincia di Grosseto Marco Sabatini – non rappresenta un aggravio delle procedure ma un’opportunità per meglio chiarire alcuni elementi nel segno della sostenibilità e della qualità, così come indicato nel nostro Ptc». Il sindaco Bonifazi, in ogni caso, vorrebbe evitare le lungaggini della conferenza paritetica e proporrà di portare subito in IV commissione le modifiche al regolamento urbanistico richieste dalla Regione e dalla Provincia e di farle approvare in consiglio comunale quanto prima, magari già nel mese di settembre. La decisione, però, spetta ai consiglieri della maggioranza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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