Proteste
Condannata per le tasse auto
Titolare di tabaccheria non aveva versato per intero gli importi
PAGANICO. Inizialmente la cifra non versata alla Tesoreria regionale - relativa alle tasse automobilistiche pagate nella sua tabaccheria - era di oltre 13mila euro, poi diventata di 7mila e spiccioli dopo che il debito era stato in parte ripianato. Ma la somma rimanente, oltre 6.500 euro, ha finito per mettere nei guai una esercente di Paganico, Maria Laura Celli, 76 anni, condannata per peculato a 1 anno e 4 mesi (pena sospesa e non menzione), con un'interdizione dai pubblici uffici di pari durata. Un fatto che rimonta indietro nel tempo, ai primi del 2011, e che adesso è stato oggetto di giudizio abbreviato da parte del giudice dell'udienza preliminare Marco Bilisari, il quale ha accolto in pieno le richieste del sostituto procuratore Laura D'Amelio.
Non ha trovato invece spazio in questo primo grado di giudizio la tesi difensiva (avvocato Mara Renzetti) secondo la quale si sarebbe trattato di un inadempimento contrattuale, con il denaro che sarebbe stato utilizzato momentaneamente dall'imputata che a causa di difficoltà dell'azienda non sarebbe poi stata più in grado di colmare il debito. Perché, secondo Bilisari, la Celli doveva mettere subito quel denaro "a disposizione della pubblica amministrazione, come se fosse confluito direttamente nelle casse" regionali. E sicuramente secondo il giudice l'imputata "agente contabile" rivestiva il ruolo di pubblico ufficiale. Non si tratta nemmeno di appropriazione indebita.
Il procedimento si era aperto dopo che la Regione, con due raccomandate del marzo 2011, aveva rivendicato il mancato pagamento. Non essendo riuscita a recuperare quanto dovuto entro i termini indicati, la Regione aveva poi provveduto a incassare la fidejussione a garanzia del servizio per recuperare la somma.
(p.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google