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I giovani amiatini fuori dal servizio civile

I giovani amiatini fuori dal servizio civile

MONTE AMIATA. I 2.034 posti attivati dalla Regione Toscana per l’occupazione giovanile con il servizio civile regionale piacciono anche all’Amiata. Ma il presidente Unione comuni Amiata grossetana...

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MONTE AMIATA. I 2.034 posti attivati dalla Regione Toscana per l’occupazione giovanile con il servizio civile regionale piacciono anche all’Amiata. Ma il presidente Unione comuni Amiata grossetana contesta il fatto che per la montagna non ci siano nemmeno le briciole.

Un quadro, quello segnalato da Ulivieri, che mette il dito sulla piaga della disoccupazione giovanile che in montagna si cerca di tamponare come si può ma che si reputa non sia sostenuto a sufficienza dalla Regione.

«La Regione ha fatto bene a trovare un incentivo per l’occupazione giovanile. Certo la paga è inadeguata e chi ha fatto investimenti su stesso magari con una laurea o con un master, si deve accontentare. Nonostante tutto questa opportunità è già qualcosa. Però noi, prima come comunità montana e oggi come Unione, sono anni e anni che presentiamo alla Regione progetti per dare ai giovani l’opportunità di lavorare nel settore ambientale (parco faunistico Amiata), in quello museale (c’è una rete museale che collega tutti gli 8 comuni del versante grossetano), nel settore del servizio civile. Ma dei nostri progetti nessuno è stato accolto. E garantisco: erano fior di progetti stilati da esperti».

Oltre ad affondare le speranze dei giovani, la “bocciatura” mette in difficoltà la stessa Unione. Ulivieri contesta specialmente il fatto che sono sempre gli stessi soggetti ad avere progetti accolti dalla Regione: «Sono i soliti a goderne: le grandi città, i sindacati, le grosse associazioni nazionali. Sono loro che fanno la parte del leone. E questo deve assolutamente diventare punto di riflessione politica. I progetti vanno spalmati nei territori, anche periferici. Attendiamo di far presente alla Regione le nostre riflessioni e arrivare ad accordi soddisfacenti, perché è impensabile dover essere strozzati in una condizione di perifericità che ci sta smantellando di servizi e opportunità giorno dopo giorno».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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