Gioco
Riesame per l’omicidio
Chiesta la scarcerazione di Mirko Fiorini, indagato per la morte di Klevis Cuko
GROSSETO. I giudici del riesame di Firenze decidono oggi sulla scarcerazione di Mirko Fiorini, 21 anni, fermato l'11 agosto perché ritenuto responsabile della morte di Klevis Kuko, l'albanese di 28 anni morto colpito da 16 coltellate dopo una lite sotto il cavalcavia in fondo a via Giordania. Il suo difensore, Roberto Baccheschi, chiede di rivalutare la posizione di Fiorini alla luce degli stessi elementi emersi nello svolgimento dei fatti di quella notte. Cioè la mancanza del pericolo di fuga che era stato preso a caposaldo della convalida del fermo (Fiorini era voluto andare al pronto soccorso a farsi curare le lievi ferite riportate) e poi l'esistenza di un atteggiamento di piena collaborazione. Collaborazione su tutti i fronti di indagine, compresi quelli che avevano poi portato i carabinieri ad arrestare Stefano Baneschi, che aveva soccorso Fiorini e in casa del quale era stato trovato un chilo di droga, quello nascosto nel sottosella del motorino (ma non recuperata dall'indagato, che non ha fatto nemmeno sparire altre prove) con cui i due erano arrivati fino a lì.
Baccheschi sostiene che Fiorini ha agito per legittima difesa, per ripararsi da un'aggressione portata da un uomo sotto l'effetto della cocaina, che aveva brandito per primo il coltello e con il quale erano stati scambiati colpi di casco. Non aveva mai voluto uccidere. Sostiene poi che Cuko non ha mai fatto espressamente il nome di Fiorini, che pure doveva ben conoscere, e che rispondendo alla domanda dell'amico cui aveva chiesto aiuto risponde «quello colorato»; anzi, in precedenza aveva parlato di «uno zingaro». E se fosse stato Cuko a voler uccidere Fiorini, in conseguenza dei ritardi precedenti nei pagamenti della droga che avevano causato minacce? argomenta il difensore
Nel fascicolo di indagine altri elementi che la difesa ritiene di poter portare per far uscire Fiorini dal carcere. Tutti ruotanti sulla ricostruzione di quella notte e su quanto avvenuto subito dopo l'accoltellamento. Tra le dichiarazioni che compongono il fascicolo, anche quelle rese ai carabinieri dalla ex fidanzata dell'indagata, una ragazza di diciotto anni che era stata chiamata al cellulare poco prima delle 3, mentre lei era a ballare in un locale della costa, dove era stata accompagnata da un amico: «Avvisa mia nonna - gli aveva chiesto Fiorini chiamando da un numero della Asl - io sono in ospedale, mi sono fatto male». Solo dopo qualche insistenza (la ragazza obiettava che la nonna convivente di Mirko avrebbe potuto spaventarsi, a quell'ora), Fiorini aveva spiegato di essere stato accoltellato e picchiato e di essere rimasto ferito alla mano. La ragazza l'aveva poi raggiunto al pronto soccorso.(p.s.)
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