Il Tirreno

Grosseto

«L’Ansaldo è da chiudere», a rischio 64 lavoratori

di Maurizio Bernardini
«L’Ansaldo è da chiudere», a rischio 64 lavoratori

Allarme dalla Cgil: il ministero della Difesa impone di smantellare il deposito artiglieria entro la fine del 2014. Ma c’è una trattativa aperta

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Ansaldo appeso a un filo: a mettere in serio dubbio la sopravvivenza dello storico deposito artiglieria in via Senese a Grosseto è «un decreto del ministero della Difesa _ dice Salvatore Gallotta (Cgil Funzione pubblica) _ che indica la soppressione del centro a partire dall’autunno 2014».

L’allarme era stato lanciato un paio di mesi fa proprio dallo stesso Gallotta e da Cesare Nigrelli, della Funzione pubblica Cisl. Poco più di un anno dunque, poi la ventina di militari e i 64 civili impiegati nelle delicate operazioni dell’Ansaldo dovrebbero essere dirottati verso altra destinazione.

«C’è chi rischia di finire al nord Italia e chi in Sicilia», avverte Gallotta. Ma non è tutto, perché si vocifera di un possibile _ e ben più preoccupante _ stato di mobilità e prepensionamenti. Una circostanza che, almeno per ora, non trova alcuna sponda ufficiale. Ma è anche per queste ragioni che i sindacati si sono già mossi, avviando un serrato confronto tra le parti.

Eppure uno spiraglio esiste: qualche settimana fa i vertici dell’Arma hanno visitato le strutture dell’Ansaldo e c’è chi è pronto a scommettere che, proprio in seguito a quell’incontro, chi di dovere sia rimasto colpito dall’efficienza organizzativa dimostrata, dall’ordine e dalla buona gestione dei materiali custoditi. Deposito artiglieria dell’Ansaldo dunque salvo perché ritenuto un’eccellenza? Può essere. E infatti, in virtù dell’autonomia ministeriale, da Roma potrebbe giungere la tanto agognata marcia indietro sul decreto emesso.

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