Gioco
«Finalmente siamo prof» Per 49 finisce il precariato
L’Ufficio scolastico ha assegnato ieri le nuove cattedre di ruolo al Polo Bianciardi La gioia e l’emozione di chi aspetta da una vita un riconoscimento professionale
GROSSETO. Il pianto liberatorio di chi arriva alla cattedra di ruolo dopo 28 anni di precariato. In quelle lacrime si condensa una giornata di scelte, di emozioni e di festa vissuta ieri dal mondo della scuola nell’aula magna del Polo Bianciardi di Grosseto, dove l’Ufficio scolastico provinciale ha convocato gli insegnanti di tutta la provincia, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, candidati alle immissioni in ruolo (49 in tutto quest’anno nel Grossetano).
Si abbracciano condividendo la stessa destinazione (l’istituto comprensivo di Castel del Piano) due giovani maestre che si lasciano alle spalle anni di gavetta e precariato. Loro sono Roberta Toninelli, insegnante di sostegno, e Annunziata Roma.
La maestra Annunziata è stata suo malgrado la protagonista dell’edizione 2012 della “lotteria” delle nomine: a lei l’anno scorso andò il record dell’assunzione più breve della storia, appena due ore. Stesso luogo, dodici mesi fa: Annunziata viene convocata con riserva, nel caso ci siano rinunce. Per un errore materiale da parte del provveditorato viene immessa in ruolo con destinazione Massa Marittima, salvo essere richiamata due ore dopo quando già sta festeggiando per sentirsi dire: «C’è stato un errore, il posto non tocca a lei». Quest’anno però nessuna beffa del destino: il sogno della cattedra è tra le sue mani, in quel foglio che ogni insegnante firma per accettare l’incarico.
Il momento in assoluto più emozionante è però quello vissuto dalla cinquantenne Claudia Zanaboni che diventa insegnante di educazione fisica di ruolo «a 28 anni dalla fine degli studi all’Isef e dopo quattro concorsi fatti e decaduti». Piange Claudia quando firma per l’incarico e scatta l’applauso scrosciante, da stadio, da parte dei colleghi venuti a festeggiarla.
Molti di loro sanno cosa vuol dire penare così tanto per il posto fisso, altri più giovani temono la stessa sorte. Appena si riprende dalla comprensibile commozione la professoressa Zanaboni ha un solo pensiero: «L’unica cosa che mi auguro è che il prossimo anno tocchi all’altro dinosauro della mia graduatoria, Moreno Rosadoni».
Con Zanaboni festeggia anche Gianni Natale, attuale preparatore atletico della Nazionale di baseball e titolare con la moglie Deborah della palestra Ymca di Grosseto. Natale è stato “arruolato” a sorpresa a scuola: quest’anno per l’esattezza si dividerà tra la scuola media di Capalbio e quella di Manciano. Per il suo caso vale il paragone con il film “Sliding doors”, simbolo della vita che cambia in un attimo, per caso.
«Dopo l’Isef e il concorso del 1990 ho fatto altro – dice Natale–- ma sempre come formatore e preparatore. Poi questa chiamata che mi spinge a riorganizzare la mia vita, anche se cercherò di mantenere i rapporti con la Fib e la squadra». Zanaboni e Natale hanno stappato insieme nel cortile della scuola una bottiglia di spumante brindando con altri colleghi di educazione fisica.
E festeggia anche Claudia Ciccarelli di Follonica, insegnante di scultura (classe A022). Un errore aveva fatto sparire alla vigilia la sua cattedra che invece ieri ha ottenuto (al liceo artistico di Grosseto) lasciandosi alle spalle con un sorriso e tanta ironia il giallo della cattedra “fantasma”.
Un sorriso disteso finalmente anche per Cristiana Montemaggi che nei suoi dieci anni da insegnante precaria ha girato diverse sedi, dalla montagna alla costa, insegnando sia nel sostegno che la sua materia, economia aziendale. Negli ultimi due anni ha avuto incarichi al Polo Bianciardi, la stessa scuola, ironia della sorte, dove ieri mattina è stata convocata per la nomina di ruolo. Finalmente l’ha spuntata nel sostegno. «Ho scelto l’Itc di Follonica – dice Cristiana – per l’area tecnologica (la classe AD03) dopo aver girato Santa Fiora, Albinia, Orbetello e Grosseto».
Ha firmato invece per un posto al liceo classico di Orbetello Chiara Brogi. Come aveva anticipato Il Tirreno, l’insegnante di lettere precaria che per la scuola aveva rinunciato a un ben più sicuro posto in banca adesso può festeggiare: quella che anni fa poteva sembrare un azzardo si è rivelata la scelta vincente.
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