Il Tirreno

Grosseto

I suoi fiori nell’abisso per Maria Grazia “prigioniera” in mare

I suoi fiori nell’abisso per Maria Grazia “prigioniera” in mare

Vincenzi si è immerso per donare due bouquet alla moglie Che è una delle vittime della Concordia mai ritrovate

2 MINUTI DI LETTURA





ISOLA DEL GIGLIO. Il ricordo della moglie lo tiene sul petto: nel suo cuore e nella foto stampata sulla maglietta bianca che indossa sempre quando torna al Giglio.

Ce l’aveva anche ieri mattina Elio Vincenzi, quando si è immerso per la seconda volta in quel mare che ancora non gli ha restituito la sua Maria Grazia, una delle due vittime (con lei l’amica Luisa Virzì) del naufragio della Costa Concordia non ancora recuperate. Un tuffo nel blu delle Scole per portarle dei fiori.

Vincenzi è arrivato al Giglio sabato pomeriggio. L’immersione, programmata per ieri mattina, è stata un ritorno. Già nel luglio 2012 Vincenzi depose una targa in memoria della moglie e la sua amica a 25 metri di profondità, sempre sulle Scole. Per quel gesto Vincenzi prese per la prima volta lezioni di sub e si fece accompagnare da sub provetti.

Forse l’emozione, forse l’inesperienza, una volta riemerso si setì male e fu sottoposto a trattamento in camera iperbarica a Grosseto.

Stavolta invece Vincenzi era solo. Al suo seguito, giornalisti di un noto settimanale che lo hanno seguito per un servizio subacqueo in esclusiva.

Un tuffo ancora più profondo. Vincenzi ha doppiato infatti la profondità della prima immersione arrivando a ben 50 metri. Un abisso.

«È stata come sempre una grande emozione», ha spiegato una volta riemerso. «Ho promesso a mia moglie di venire a trovarla qualche volta. E di questa stagione è preferibile rispetto alla prima immersione. L’acqua era così limpida che si vedeva la targa affissa sullo scoglio anche senza immergersi».

Vincenzi ha deposto due bouquet di fiori ai piedi dello scoglio.

Rientrato in porto ha poi salutato il sindaco Sergio Ortelli e il vicesindaco Maurizio Pellegrini, che lo accompagnò durante la prima immersione.

Sulla nave e sul cantiere della rimozione che ha visto quando è arrivato sull’isola ha preferito glissare: «La nave? Mi è rimasta indifferente, anonima, con tutti quei cassoni pare irriconoscibile. Comunque il corpo di mia moglie è ancora là sotto».

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore