Italia
I concorsi sono bloccati da anni «La carenza di organico è cronica»
GROSSETO. «La carenza di personale è cronica». Parola di questore. Non si tira indietro Michele Laratta di fronte alle proteste degli agenti delle volanti, massacrati dai turni, mal pagati e...
GROSSETO. «La carenza di personale è cronica». Parola di questore.
Non si tira indietro Michele Laratta di fronte alle proteste degli agenti delle volanti, massacrati dai turni, mal pagati e lasciati senza mezzi. «Spesso ne discutiamo anche con i sindacati - aggiunge - perché comunque questa situazione è difficile per tutti e i modi per risolverla non sono certo facili da trovare».
Ci sono eventi eccezionali da seguire, ci sono risposte da dare ai cittadini e c’è quel comparto, quello delle volanti, che soffre più di ogni altro la difficile situazione in cui si trovano le questure. «Il problema non riguarda solo Grosseto - dice Laratta - E so bene che il personale delle volanti è quello che più di ogni altro soffre questo tipo di pressione. I concorsi sono bloccati da anni e il personale invecchia. Quando vengono effettuati degli spostamenti da quel settore, nella maggior parte dei casi, vengono fatti proprio perché il personale invecchia». È questa la ragione per la quale, negli ultimi mesi, un sovrintendente e un agente sono passati dalle volanti alla Digos. «Era personale che meritava - dice Laratta - e che dopo aver fatto servizio esterno per anni è anche logico che venga richiesto di fare altro». Personale che è stato sostituito, almeno per questa estate, da due poliziotti arrivati da Roma. «Le aggregazioni vengono fatte soltanto per le volanti - aggiunge il questore - In questo modo siamo riusciti a dare le ferie a chi le doveva fare. È un lavoro usurante, il loro, sono d’accordo». Le cose potrebbero cambiare grazie al concorso che la polizia ha bandito. E che potrebbe dare nuova linfa anche alla questura di Grosseto. «Ma sono anni che nessuno entra - spiega Laratta - e questo concorso è dedicato solo ai ragazzi che hanno fatto la leva facoltativa». Il problema, insomma, rimane. Laratta ha a disposizione 201 dipendenti, settantadue dei quali sono ufficiali di polizia giudiziaria. «Chi sta negli uffici perché è esonerato dal servizio esterno per vari motivi - dice il questore - non può certo essere mandato a fare servizio per strada. Cerchiamo di mantenere però un certo equilibrio e soprattutto, sia quando arrivano le risorse per pagare gli straordinari che quando abbiamo a disposizione più uomini, il primo pensiero va alle volanti. D’altra parte questi uomini sono il prolungamento del front office, quelli che stanno a contatto con i cittadini».
Nonostante l’impegno, però, il Risiko di uomini e mezzi in questura segna sempre valore negativo. «Se il ministero avesse fatto concorsi con più costanza - aggiunge - non ci troveremmo in questa situazione. Quando componiamo le pattuglie per il controllo del territorio ad esempio, cerchiamo sempre di far uscire sulla pantera un agente più giovane con uno un po’ più grande».
Quello che manca, insomma, alla polizia di Grosseto, sono le risorse. I mezzi per fare le cose, certo non le idee. «Basti pensare che a 50 anni un agente non può più fare il turno la notte e la sera - dice il questore - perché la vita operativa è una vita usurante». La consapevolezza, insomma, non manca. Mancano uomini, soldi e mezzi. «Ma non abbiamo la bacchetta magica - conclude Michele Laratta - e siamo quindi costretti a fare quello che possiamo con quello che abbiamo». (f.g.)
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