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Parco infestato dai topi

Parco infestato dai topi

La derattizzazione non basta, allarme anche in centro

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CASTEL DEL PIANO. A Castel del piano serve un pifferaio magico. Quello di Hamelin, forse. Per mettere in riga i topi, alcuni dei quali grossi come gatti che sono al parco dei Cigni, ma che si segnalano anche attorno alle case lungo le mura medievali, in piazza Garibaldi e piazza Madonna.

E per questa diffusione, ci vuole un piffero speciale. Perché in specie al parco, quei topi, che si nutrono col cibo che la gente lascia alle oche del laghetto, che vengono magari dai fossi sporchi che in quello spazio si riversano, si sentono proprio come a casa loro. «La casa ce l’hanno proprio al laghetto dei cigni - dice disperato il sindaco Claudio Franci - si annidano fra le pietre che circondano il laghetto. Lì fanno anche le loro figliate, hanno acqua e cibo e scorazzano come vogliono, migrando, secondo me, anche in altri luoghi del paese, come sotto le mura. Come amministrazione, abbiamo appaltato la derattizzazione al Consorzio di bonifica ma dopo alcuni interventi, i soldi erano finiti, per cui abbiamo dovuto attendere venerdì sera l’approvazione del bilancio per poter racimolare la cifra occorrente e ridare il via alla derattizzazione. Lo faremo immediatamente, ma la battaglia è dura, durissima».

Intanto la gente che porta i bambini al parco dei cigni, luogo bellissimo, ricco di acqua e di verde, si ribella. «È una vergogna - si infiamma una signora - Non possiamo stare tranquilli. I topi escono dappertutto e siamo circondati. E non solo è spiacevole, ma diventa anche pericoloso». E un’altra ironicamente osserva: «Sono pure simpatici, perché ormai sono diventati domestici. Si avvicinano alle persone, sapendo che portano il cibo. Se viene lanciato granturco che alle oche non piace, c’è la corsa fra piccioni e topi a vedere chi arriva prima».

Intanto alcuni che abitano nei pressi del laghetto e che avevano non solo l’esterno, ma anche l’interno delle case infestate dai ratti, si sono muniti di scacciatopi a ultrasuoni. Pare funzionino. Stessa situazione nel centro storico, dalla parte delle mura, dove interventi dell’amministrazione non hanno risolto il problema alla radice. «La derattizzazione dura circa 3 mesi - aggiunge Franci - poi bisogna ripetere l’operazione. Gli interventi previsti interessano la zona più infestata: laghetto dei cigni, mura, piazza Garibaldi e piazza Madonna». E come osservano in molti, non si può più nemmeno sperare nella caccia dei gatti che in altri tempi catturavano e uccidevano i topi. Vengono custoditi e nutriti anche loro e di cacciare topi non ne hanno voglia. (f.b.)

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di Redazione web