Italia
«L’inceneritore è pulito Il vostro depuratore no»
L’assessore provinciale Patrizia Siveri lancia una stoccata al sindaco Baldi «L’impianto del Casone non inquina, semmai risolvete i problemi al Cassarello»
FOLLONICA. È guerra a suon di emissioni tra la Provincia e il Comune di Follonica. Dopo la ripresa dell’attività all'inceneritore di Scarlino (rimasto fermo per alcune settimane a causa di una fuoriuscita di diossine superiore cinque volte ai valori consentiti), i rapporti tra l’amministrazione provinciale _ nello specifico l’assessore all’ambiente Patrizia Siveri _ e il sindaco Eleonora Baldi, sono diventati tesi.
Il primo cittadino follonichese a seguito dell’autorizzazione aveva dichiarato di sentirsi presa in giro perché proprio la sera prima del riavvio dell’impianto in una riunione alla presenza di tutti e tre gli enti coinvolti (Provincia, Scarlino e Follonica) nessuno l’aveva informata dell’imminente ripresa. «Non ho nulla da perdere per non dire come la penso – disse allora la Baldi – mi sento mortificata e presa in giro e continuerò a lottare con tutti i mezzi consentiti perché si tratta non solo di lavoro ma soprattutto di salute».
L’assessore Siveri quelle parole non le ha dimenticate. Anzi, proprio non le ha digerite. E ora nel ribadire che i valori delle emissioni prodotte dall'impianto di Scarlino sono nella norma, tra le righe (e neppure troppo) attacca l'amministrazione del Golfo colpevole di dare adito ad allarmismi e non solo.
La Siveri consiglia a chi governa la città di prestare attenzione al depuratore follonichese che – visti i dati Arpat – è causa dei cattivi odori che di notte si percepiscono a Cassarello. Insomma ognuno pensi ai suoi impianti: l’inceneritore ora è in regola mentre qualcun altro produce miasmi non così piacevoli.
«Anche le emissioni della seconda settimana dal riavvio dell’impianto di Scarlino Energia evidenziano valori 4 volte al di sotto del limite di legge – dice Siveri, non mancando di sottolineare la collaborazione tra privato e pubblico _ che ci consente di guardare con serenità alla gestione ambientale dell’area industriale», fondamentale per l'occupazione.
Poi l’affondo: «Voglio sottolineare questo aspetto, perché ritengo che gli atteggiamenti allarmistici non contribuiscano né all’efficace gestione delle eventuali difficoltà, né alla buona reputazione del comprensorio di Follonica e Scarlino, che ha una grande rilevanza in termini turistici. D’altra parte, come ha messo in evidenza la stessa Arpat, alcuni problemi relativi ai cattivi odori percepiti nel quartiere di Cassarello, non sono riconducibili alle attività industriali del Casone ma chiamano in causa il sistema di depurazione dei reflui civili. Il che dovrebbe spingere l’Ato Toscana e il Comune di Follonica a programmare investimenti di adeguamento dell’impianto, che soprattutto in estate risulta sottodimensionato, in modo da eliminare il problema della formazione dei miasmi».
Paola Villani
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