Gioco
Orchestra e spettatori “prigionieri” sull’isola
Dopo “La Traviata” in scena al Giglio dovevano rientrare sulla terraferma, ma il mare grosso li blocca sul molo per tutta la notte
Erano andati al Giglio per assistere a una tragedia lirica ma il dramma l’hanno vissuto sul serio, sulla loro pelle. Trombe, violini, viole, contrabbassi, piatti. E poi musicisti, coro, cantanti e buona parte del pubblico: oltre cento persone, tutte ammassate sul molo del Giglio a notte fonda ad aspettare un traghetto che non parte.
Avrebbe i contorni tragicomici di una barzelletta la disavventura capitata la sera di martedì a Giglio Porto. Sennonché è costata una notte in bianco, una brutta arrabbiatura e qualche isterismo a un centinaio di persone, tutte arrivate sull’isola per vedere “La Traviata”.
Dovevano tornare a Porto Santo Stefano con un traghetto straordinario della Maregiglio, messo a disposizione dall’organizzazione del concerto, Giglio è Lirica. Ma il mare grosso ha impedito alla barca di salpare.
Malumori, nervosismo, proteste: inizia un turbine di telefonate. Vengono avvertiti il sindaco, il comandante della Municipale, la capitaneria di porto, fino alla compagnia marittima concorrente, La Toremar. Che, intorno alle 2.30, accetta di aprire la sua motonave – la Giuseppe Rum ormeggiata lì in attesa di ripartire con la prima corsa delle 6 del mattino – e fa salire la comitiva, ormai stremata dalla stanchezza e dalla rabbia. Il gruppo è rientrato poi con il traghetto di linea ed è approdato finalmente a Porto Santo Stefano alle 7.15 del mattino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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