Gioco
Dopo le meduse, sciami di vespe e tafani
Nuova emergenza a Cala Violina e Cala Martina, tempestate di insetti a causa del gran caldo
SCARLINO. Prima le meduse, ora i tafani e le vespe. Il fine settimana scorso il mare di fronte a Cala Violina e a Cala Martina era off limits per i bagnanti: migliaia di meduse erano comparse a filo d’acqua impedendo i tuffi.
Ora il problema si sposta sugli insetti. Era già successo in passato e anche nel 2013 vespe e tafani tornano a infastidire i bagnanti – specialmente coloro che fanno uso di creme solari profumate o chi beve bibite zuccherate alla frutta – delle belle insenature del comune di Scarlino, a causa del troppo caldo.
Il fenomeno degli insetti che tormentano gli uomini è, in realtà, ben presente in tutta la provincia. Ieri è stata una giornata campale per molte squadre di vigili del fuoco, impegnati a snidare calabroni da nord a sud. Sulle spiagge scarlinesi il problema riguarda invece vespe e tafani.
«Quelli che creano maggior disturbo sono i tafani – spiega il direttore Anpil, Area protetta di interesse locale delle costiere di Scarlino, Patrizio Biagini – che, grazie al loro volo silenzioso, si posano addosso senza che ci si possa accorgere della loro presenza e pungono immediatamente. Sono le femmine, che si nutrono del sangue degli animali, a pungere mentre i maschi si nutrono di linfa e succhi vegetali di fiori e non pungono. La puntura è molto dolorosa dovuto al loro apparato boccale robusto di tipo perforante-succhiante, piuttosto grande anche perché ferisce anche i nervi, causando gonfiore e prurito. Può succhiare fino 0,2 millilitri di sangue e riesce spesso a pungere anche attraverso i vestiti. I tafani s’incontrano per lo più nel tratto di strada dal parcheggio di Val Martina alle cale, mentre verso la spiaggia e sull’arenile ci sono le vespe, in cerca di sostanze zuccherine».
In quei luoghi, trattandosi di zone protette, non possono essere usati trattamenti chimici perché l’obiettivo principale è mantenere inalterato l’ambiente in tutte le sue forme compresi gli insetti. «D’altra parte anche vespe e tafani – continua Biagini – come molte altre specie che popolano questo tratto di costa sono necessari alla sopravvivenza dell’ecosistema. Disperdono molte specie vegetali trasportandone i semi, migliorano la qualità del suolo e intervengono nel riciclaggio dei composti organici, oltre a costituire a loro volta alimento per altre specie. L’unico intervento possibile è stato il contenimento numerico localizzato attraverso trappole ecologiche. Chi si reca in questa spiaggia – conclude il direttore – deve accettarla così com’è, altrimenti sarebbe un’altra cosa». Non rimane quindi che arrendersi alla natura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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