Il Tirreno

Grosseto

Caccia, dall’Orbetellano dura critica alla Provincia

di Sabino Zuppa
Caccia, dall’Orbetellano dura critica alla Provincia

Il presidente dell’Anuu, Gualtiero Marinari, contesta regole e calendari relativi alla selvaggina migratoria: «Scarsa conoscenza della situazione reale»

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ORBETELLO. La vigilia della nuova stagione di caccia in Maremma si annuncia particolarmente polemica: a pochi giorni dalla data di preapertura alle tortore l’Anuu, l’associazione venatoria che raccoglie gran parte di quei cacciatori che non praticano la caccia al cinghiale e che non fanno parte di una squadra organizzata, punta il dito contro le scelte della Provincia di Grosseto e del suo presidente Leonardo Marras, che nel calendario venatorio e in altre situazioni avrebbero commesso degli errori penalizzanti per gli appassionati della selvaggina migratoria e della caccia con il cane da penna.

«Gli Ambiti territoriali di caccia sono gestiti solo dalle associazioni maggiori che si spartiscono i posti secondo la logica del numero degli iscritti e dei voti. È arrivato il momento di scardinare questo muro. A noi sembra che la politica di tutela del territorio e della caccia, sia ormai completamente assoggettata al bisogno di mantenere voti, piuttosto che alla reale situazione della fauna. Abbiamo l’impressione – dice da Fonteblanda il presidente provinciale Anuu, Gualtiero Marinari _ che la strategia adottata sia molto semplice. La maggior parte dei cacciatori maremmani è riunita nelle squadre di caccia al cinghiale, sono un bacino che garantisce molto consenso politico e più volte l’amministrazione provinciale è tornata sui suoi passi per rivedere, anche opportunamente, delle regole stabilite in precedenza. E un bel numero di voti sono stati salvati. Eppure proprio lo scorso anno, durante le riunioni fra associazioni venatorie, il presidente della Provincia Leonardo Marras riconobbe che, in materia di caccia, si sarebbe affidato ai suoi esperti, ma è curioso che nel dichiararsi così poco conoscitore della materia abbia poi deciso di tenere ad interim l’assessorato alla caccia. Ma, se non “mastica” la materia, come fa a giudicare se l’operato dei suoi esperti sia corretto o meno?».

I cacciatori “migratoristi” snocciolano poi quelle che, secondo loro, sono delle grosse incongruenze nel nuovo calendario venatorio del 2013/2014: «Vogliamo far riflettere gli appassionati sul nuovo calendario venatorio. Chi si occupa della sua stesura dovrebbe avere una buona competenza in materia di caccia, ma non è così», continua Marinari. «Cominciamo dalla caccia alle Allodole: quest’anno siamo passati a 50 allodole per la stagione mentre lo scorso anno non c’erano limiti di carniere per l’annata. Allo stesso tempo troviamo che il numero massimo di beccacce, una preda notoriamente più difficoltosa, è per l’annata di 20 capi. Una vera incongruenza, come le 25 tortore per stagione, ma per far cosa? La preapertura del primo settembre sarà di un solo giorno nella provincia di Grosseto e si potranno abbattere massimo 10 capi di tortore per cacciatore, e le altre? E poi gli storni: se ne vedono tantissimi, ogni giorno, girando per le campagne grossetane? Si potrebbero prelevare solo in deroga a patto che la Provincia facesse presente alla Regione tale necessità. Ma se non si fa nulla per lo storno che è in continua e devastante espansione, e si mettono i limiti come le 20 beccacce e 50 allodole, si sta palesemente dimostrando di non avere la benché minima cognizione di quale sia la reale situazione della fauna. Così facendo molti cacciatori italiani, da anni, si recano sempre più spesso a caccia all’estero e sempre più risorse, anche economiche, stanno finendo nelle casse estere, riducendo ancora di più la possibilità di investire nella tutela e la qualificazione del territorio nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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