Il Tirreno

Grosseto

Le mura cedono Ma mancano i soldi anche per la perizia

di Francesca Ferri
Le mura cedono Ma mancano i soldi anche per la perizia

Dopo il crollo della torre nel 2012, a Magliano torna la paura Transennato un tratto di 50 metri. Il sindaco: «Aiutateci»

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MAGLIANO. A neanche un anno dal crollo del bastione simbolo del paese, Magliano torna a tremare di spavento per le sue mura. Due lesioni, di cui una definita dai vigili del fuoco «significativa», inclinata di circa 45 gradi, sono apparse nel lato sud ovest del monumento cittadino. Un incubo che si ripete e che, come per il bastione, trascina con sé un doloroso corollario: il Comune non ha i soldi per far fronte da solo al restauro

La lesione è stata segnalata da un cittadino i primi di agosto. I vigili del fuoco del comando di Grosseto sono dunque partiti alla volta di Magliano per un sopralluogo. Il cui esito è stato desolante: una porzione delle mura, lato sud ovest, in zona via XX Settembre, in una parte dove il paramento è più basso, era squarciata da una crepa. Il muro ha ceduto e, nel punto più lesionato, si è piegato di 45 gradi.

«Sopra a questo tratto non c’è il camminamento, però dal punto di vista della cautela, visto che è possibile l'accesso a valle, come sindaco e responsabile della sicurezza dei cittadini ho dovuto procedere con l'ordinanza di interdizione al passaggio», spiega il sindaco Giampiero Tofanelli.

L’ordinanza è datata 7 agosto. Le transenne isolano una zona di circa 50 metri sulla passeggiata a valle delle mura, accessibile da via Roma, via Oberdan e Largo Cesare Battisti, e una striscia di circa un metro a monte.

Il pensiero, è naturale, va al bastione crollato all'indomani dell'alluvione. Appena restaurato, venne giù, sbriciolandosi come un castello di sabbia travolto da un’onda. «Ma il cedimento di agosto non c’entra niente con quel crollo – assicura il primo cittadino – perché il nuovo danno si trova, guardando la porta con cui si entra in paese, nella zona a destra, mentre la torre crollata è a sinistra, a centocinquanta metri di distanza».

Parole che, tuttavia, non risultano confortanti. Se le mura cedono al di là delle aggressioni esterne, potrebbe significare che l'intero monumento è a rischio a prescindere da eventi esterni. Qual è, dunque, lo stato di salute delle mura? A questa domanda si apre uno scenario ancora più inquietante.

«Difficile dirlo – spiega il sindaco Tofanelli – finché non sarà interpellato un esperto. E purtroppo questo passaggio è anch’esso difficile, visto che anche per affidare un incarico di questo genere servono risorse e non è che il Comune di Magliano navighi nell’oro».

Secondo una prima “diagnosi” fatta dai vigili del fuoco, non ci sono rischi di crolli imminenti ma «un rischio a lungo termine», spiega Tofanelli.

Che, come molti amministratori dei piccoli centri, custodi di grandi tesori, è costretto a prendere in mano il cappello e ad andare a bussare a questa e a quella porta per chiedere un aiuto.

«Al momento – spiega Tofanelli – non si sa il perché di questo cedimento. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, nell’immediato, adesso la palla è passata all'amministrazione comunale che ha recintato la zona e vietato il passaggio. Il prossimo passo sarà chiedere l’intervento della Soprintendenza e del genio civile. Da soli non ce la facciamo e ritengo che questi due soggetti siano i più legittimati a intervenire».

Per ora restano le transenne, «che non creano grossi problemi di fruizione della zona», precisa il sindaco, ma che rappresentano il simbolo, oltre che di un cedimento materiale, anche dello sprofondamento della considerazione dello Stato di cui, nella “povera” Italia, gode il patrimonio artistico e storico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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