Il Tirreno

Grosseto

il progetto

Sui banchi di scuola l’acqua arriva in caraffa

Confermato il progetto dell’amministrazione comunale per tutelare l’ambiente

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FOLLONICA. Proseguirà anche nel prossimo anno il progetto “Acqua in caraffa” nelle scuole primarie e dell’infanzia del territorio comunale. Lo ha deciso la Giunta dopo un’attenta analisi di come si è snodato il servizio negli anni precedenti e predisponendo adeguate soluzioni ai problemi verificatisi soprattutto negli ultimi mesi. L’acqua in caraffa, proveniente dall’acquedotto a servizio della città e opportunamente trattata prima di essere messa in tavola, è servita ai bambini delle scuole ormai dal 2007, non senza qualche dubbio da parte soprattutto dei genitori nei primi mesi, dubbi poi dissipati dal servizio messo in atto dal Comune che, brevi inconvenienti a parte, sembra abbia lasciato soddisfatti dirigenti scolastici e amministratori. Obiettivo del progetto è da sempre quello di sensibilizzare gli alunni e i cittadini in genere sul tema della riduzione dei rifiuti e della valorizzazione dell’acqua dell’Acquedotto pubblico; per rendere realizzabile il servizio le scuole sono state dotate di 12 naturizzatori, macchine per migliorare la qualità dell’acqua per le quali il contratto di manutenzione è scaduto al termine dello scorso anno scolastico. Il servizio ha mostrato negli anni scorsi qualche lacuna, come precisato anche dalla stessa Giunta, inconvenienti derivanti nella maggior parte dei casi da guasti momentanei e lavori di ammodernamento della rete comportanti una fornitura scadente in termini di qualità delle acque da parte dall’Acquedotto del Fiora; problemi che hanno anche bloccato l’utilizzo dei naturizzatori ed il ritorno dell’acqua in bottiglia sulle tavole delle mense scolastiche. Per questo è stato deciso di confermare la necessità di proseguire anche per il prossimo anno scolastico il progetto di acqua in caraffa negli istituti follonichesi già dotati delle macchinette per il miglioramento della qualità. Già predisposto il servizio di manutenzione degli apparecchi, che per tutto l’anno costerà circa 5.500 euro e consentirà agli alunni di continuare a bere l’acqua dell’acquedotto pubblico opportunamente migliorata. Speriamo, stavolta, senza inconvenienti. (m.n.)

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