Il Tirreno

Grosseto

Fuori dalle case: torna l’incubo incendio

di Enrico Giovannelli
Fuori dalle case: torna l’incubo incendio

Le fiamme sulla collina di Poggio d’Oro hanno lambito le abitazioni, evacuati dai carabinieri una cinquantina di turisti

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Pomeriggio di fuoco ieri a Castiglione. Come era già accaduto a metà aprile scorso, le fiamme partite dalla strada che conduce sulla collina di poggio d’Oro, si sono rapidamente dirette verso la 167 di via della Tartaruga, lambendo le villette e costringendo decine di famiglie a scappare in strada, con le lingue di fuoco che solo per pochi centimetri hanno risparmiato le abitazioni. C’è voluto un intervento massiccio delle squadre di soccorso per evitare il peggio, con decine di ettari di macchia mediterranea comunque andati in fumo. Oggi tra l’altro è la ricorrenza del terribile rogo che ha semidistrutto la pineta di Marina di Grosseto e con il vento di maestrale che ieri pomeriggio soffiava su Castiglione, in tanti hanno rimandato la mente a quelle ore drammatiche. Il sindaco Giancarlo Farnetani, arrivato immediatamente sul posto insieme a gran parte della giunta e altri consiglieri, era già stato allertato venerdì sera di un simile incendio sempre a poggio d’Oro, poi risultato invece un falso allarme, con la preoccupazione che comunque era nell’aria.

Le fiamme sono partite da via della Quercia e sospinte dal vento hanno corso parallelamente lungo la strada che conduce all’Hotel David e alla discoteca la Capannina. In pochi minuti il fuoco ha divorato le sterpaglie e gli arbusti più secchi. Il fuoco si è diretto inesorabilmente verso le villette della 167, una zona molto abitata, con molte case affittate anche ai turisti. Le fiamme hanno fatto letteralmente paura. Alte anche alcuni metri, si sono quasi incanalate fra le abitazioni, mangiandosi i giardini retrostanti, e fermate solo dai muretti che fanno da divisorio con la collina. Prima del fuggi fuggi generale, i proprietari, alcuni rincasati precipitosamente, hanno cercato di mettere in salvo gli animali domestici e bagnare gli alberi e il terreno dei propri giardini. Sono state le donne che vivono in via della Tartaruga a rimboccarsi le maniche. Mentre i quindici militari stavano cercando di far uscire una cinquantina di turisti che erano in quelle villette, loro hanno imbracciato le sistole e hanno cominciato a bagnare i giardini. I militari ne hanno approfittato, bagnandosi con quell’acqua per poi avvicinarsi alle fiamme. È stata una giornata campale per tutti. Per gli uomini che dal cielo hanno domato le fiamme a bordo di canadair ed elicotteri, per quelli che a terra hanno fatto altrettanto, aiutando anche le persone a uscire dalle loro villette.

Poi per un momento il vento è calato, cambiando leggermente direzione, salvando così le case di via della Tartaruga ma dirigendosi verso altre ville più in alto, messe subito in stato di rischio. Intanto insieme alle autobotti comunali con i volontari della protezione civile e con Massimo Baricci dell’ufficio tecnico a coordinare le operazioni, sono arrivati i vigili del fuoco da Grosseto e anche da Follonica, e la squadra delle Bandite di Scarlino. Un bell’aiuto è stato dato anche dall’autobotte della ditta Logi, che è salita in un punto strategico, cercando di arginare le fiamme che potevano allargarsi verso il costone che guarda Tirli. Molte famiglie però hanno avuto davvero paura, specialmente quelle di via della Tartaruga e via del Gabbiano, che vedevano le fiamme alte avvicinarsi inesorabilmente. Tutte praticamente sono corse in strada, e alcune sono state aiutate anche dai paramedici della Croce Rossa che in qualche caso hanno cercato di calmare i più anziani. Chi poteva ha usato le sistole dei giardini nel tentativo di raffreddare i boschetti. Finalmente a evitare il peggio sono arrivati i due elicotteri della protezione civile, che hanno circoscritto in pochi minuti il fuoco. A ritmo frenetico, caricando il secchione direttamente nel fiume Bruna distante solo qualche centinaio di metri, hanno fatto la spola riversando ettolitri di acqua, e soprattutto indirizzando le squadre a terra nei punti giusti per contrastare le fiamme. Il lavoro è andato avanti a lungo, e verso le 18,30 sono arrivati anche un paio di Canadair, gli aeroplani speciali che hanno sparso sulla collina il liquido ritardante. Il sindaco Farnetani commentando l’incendio ha sottolineato: «Crediamo che ci possano essere pochi dubbi sull’origine dolosa. Le tante squadre al lavoro hanno evitato il peggio, ma la situazione deve essere monitorata costantemente. Per poco sono stati evitati danni maggiori, ma la collina è stata ferita nuovamente come già successo nel passato recente. Una situazione da allarme costante». L’indagine è affidata ai carabinieri di Grosseto che aspettano ora la relazione tecnica da parte dei vigili del fuoco. Soltanto allora si potrà capire come mai, ieri, sono scoppiati quei diversi focolai sulla strada di poggio d’Oro. Focolai e fiamme che hanno spinto il sindaco ad annullare lo spettacolo pirotecnico programmato per ieri sera. I fuochi d’artificio coloreranno il cielo questa sera, sempre davanti al porto canale.

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