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Timbri contraffatti e false buste paga
FOLLONICA. E' una storia di timbri di uffici pubblici contraffatti - come quelli della Pretura circondariale di Napoli e del Comune di Acerra - di false attestazioni di pagamento, di false...
FOLLONICA. E' una storia di timbri di uffici pubblici contraffatti - come quelli della Pretura circondariale di Napoli e del Comune di Acerra - di false attestazioni di pagamento, di false dichiarazioni sulla situazione economica personale e di impresa per ottenere fidi o linee di credito o anticipazioni su fatture (alcune di queste false), di false buste paga. Un brutto affare scoperto dalla guardia di finanza che ha indagato su imprese edili in stretti rapporti tra di loro, tra Follonica e Grosseto, nel periodo 2007-2009. M.A Costruzioni, Co.Ed.Im., Vi.Ta. Costruzioni, Errevi Costruzioni le società interessate.
Un processo che si è diviso all'udienza preliminare. Sono stati rinviati a giudizio (prima udienza dibattimentale il 2 dicembre, il giudice sarà Marco Mezzaluna) Carmine Torella, 40 anni, di Napoli ma abitante a Grosseto (M.A Costruzioni) e Vincenzo Sirignano, 25 anni, campano residente a Follonica (Vi.Ta.). Il primo deve rispondere della presunta falsificazione dei timbri degli uffici pubblici, ritrovati nella sede grossetana di M.A. e Co.Ed.Im.; il secondo di aver presentato come legale rappresentante di Vi.Ta. sette fatture false e di fornito dolosamente alla banca dati non veritieri sulla propria assunzione da parte della M.A e sullo stipendio percepito. Dieci le banche individuate come parte offesa per l'eventuale costituzione di parte civile.
Hanno invece patteggiato in quattro, sempre con il giudice Valeria Montesarchio, in aggiunta a precedenti pene diventate definitive nel 2012: Vincenzo Tagliaferri, 46 anni, (Errevi e Vi.Ta.), ha concordato 1.520 euro di multa per aver fornito in banca dati falsi sull'attività; per Alfonso Conti, 47 anni, (Vi.Ta., Co.Ed.Im. e M.A.), è stata ritenuta equa una multa da 2.280 euro per falsificazione di timbri, per aver fornito falsi dati alla banca e per false fatture di cui chiedeva lo sconto; Maria Laezza, 46 anni, 1.440 euro per le sue false buste paga; Anna Laezza, 44 anni, 1 mese per falsi modelli F24.
Invece Giuseppe Cardario, 52 anni, ha patteggiato 27 giorni e 1.400 euro di multa per aver fornito intenzionalmente dati non veritieri. Pena sospesa ai soli Anna Laezza e Cardario.(p.s.)
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