Italia
E-bus dalla Cina Sani torna alla carica sulle strategie Rama
GROSSETO. Ancora chiacchiere attorno al progetto E-life. A tornare sulla vicenda è l’onorevole Pd Luca Sani che dice di aver apprezzato la nota congiunta diramata martedì scorso da Marras e Bonifazi...
Ancora chiacchiere attorno al progetto E-life. A tornare sulla vicenda è l’onorevole Pd Luca Sani che dice di aver apprezzato la nota congiunta diramata martedì scorso da Marras e Bonifazi «Perché sostanzialmente conferma le perplessità sulla corrispondenza della missione prettamente commerciale di quella società agli interessi pubblici del territorio». Adesso, però, occorrono «Atti concreti». Anche perché «Per far viaggiare un autobus elettrico per le vie di Grosseto, intervengono tre società (Rama, Tiemme, E-Life) con i relativi costi amministrativi». Insomma, più che un servizio, secondo Sani, si tratta di un ufficio di collocamento. «Affermare, come fa il Cda di Rama, che commercializzare autobus cinesi rafforza l’immagine della Maremma è una sonora bischerata. La Maremma è qualità del paesaggio, produzioni agroalimentari, accoglienza. Mantengo forti dubbi che l’immagine del nostro territorio passi attraverso la compravendita di autobus cinesi in Europa, anche perché la qualità non è proprio lo stereotipo che, a livello mondiale, contraddistingue le produzioni cinesi». Sani prende anche le distanze dalla polemica sui 9 milioni di debiti di Rama, «Ma nel momento in cui la questione entra nel dibattito politico qualche preoccupazione la esprimo. Anche perché, premesso che non conosco l'origine e le caratteristiche del debito, la compensazione con il patrimonio a cui si richiama la nota del Cda di Rama, avverrebbe solo se questo generasse una rendita tale da coprire parte consistente degli ingenti oneri finanziari che 9 milioni di euro producono. Altrimenti sugli interessi passivi si genera una spirale perversa e inarrestabile che prima o poi rischia di abbattersi sui soci, che sono i Comuni, e di conseguenza sui contribuenti. Confido, però, che su questo gli amministratori e i soci abbiano piena consapevolezza e accortezza». Poi l’onorevole si sfoga ancora contro il presidente di E-life: «La vicenda è tutt'altro che una bega interna al Pd, come ha tentato di definirla il dottor Manichetti nel suo non richiesto intervento. Ci sono questioni di merito pesanti che vanno affrontate. Semmai, è possibile che una certa commistione tra impegno politico e gestione aziendale non abbia consentito di affrontare i problemi per quelli che erano». (m.b.)
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