Gioco
«Sono a pezzi, dovrebbero dimettersi»
Le opposizioni attaccano duramente e ironizzano sulle manovre pre-congressuali interne al Pd
GROSSETO. «Oggi è la giornata della caduta del vicerè». Il consigliere di opposizione Mario Lolini interpreta le assenze dei tre consiglieri comunali del Pd come un colpo assestato al vicesindaco Paolo Borghi e alla sua corsa verso al candidatura a primo cittadino alle prossime amministrative.
Gli fa eco Luca Agresti, segretario provinciale del Pdl. «Oggi – dice – subiamo tutta una serie di manovre interne al Pd, in vista del congresso che avranno in autunno». Insomma, se Bonifazi può avere solo qualche sospetto che ci sia stata una regia nel suo partito, dietro al mancato raggiungimento del numero legale nel consiglio comunale di ieri, per il centrodestra è una certezza. E Fabrizio Rossi, capogruppo di Fratelli d'Italia attacca: «Se avessero un po' di dignità – dice – dovrebbero dimettersi tutti». Al momento dell'appello i consiglieri dell'opposizione di centrodestra e il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, erano tutti in aula, ma avevano scelto di non rispondere all'appello, perché in quel frangente non toccava a loro garantire la validità della seduta. «Il fatto che la maggioranza non riesca a garantire il numero legale – ha detto il capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni – pone un problema politico, perché non tutte le assenze sono davvero dovute a motivi personali: la maggioranza è spaccata come coalizione e come partito di maggioranza relativa. Credo – ha aggiunto – che debbano fare una verifica seria e decidere se vogliono continuare a governare questa città, ma non possono tirare a campare per non tirare le cuoia». Nel merito, poi, Cerboni ha spiegato che il Pdl avrebbe votato contro «la privatizzazione dei servizi educativi e la svendita delle farmacie», e attacca sul bilancio: «Abbiamo chiesto il 12 luglio una commissione per avere informazioni ufficiali sui 10 milioni di buco di cui si parlava e sulle rassicurazioni che sono state date solo a mezzo stampa, ma non è stata convocata».
Il capogruppo del Buongoverno, Luigi Colomba ha spiegato che le opposizioni avevano mostrato disponibilità a cercare altre soluzioni praticabili, ma la maggioranza è stata impermeabile a qualsiasi proposta. Colomba ha anche ricordato la gravità della situazione del bilancio. «La Corte dei conti – ha detto – rileva un eccesso di residui attivi, che sono destinati ad aggravarsi, visto che anche le entrate della Tares mi risulta non siano in linea con le previsioni. E per far fronte alla spesa corrente, l'amministrazione svende il tesoro della regina». Il capogruppo della Lista Lolini, Claudio Pacella, punta il dito sulla irresponsabilità dei consiglieri comunali assenti in un momento in cui si decide dei servizi dell'infanzia e del futuro di alcuni lavoratori. Pierfrancesco Angelini annuncia anche un esposto alla procura della Corte dei conti per danno erariale le sedute delle commissioni e del consiglio comunale convocate inutilmente. Giacomo Gori, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha ribadito che se le delibere fossero state approvate avrebbe fatto ricorso al Tar, perché il loro iter sarebbe stato illegittimo, dal momento che non sono formalmente passate dalle commissioni. Per Gori, accusato spesso per il principio della democrazia diretta, la maggioranza ha dato dimostrazione, in questo frangente, di non conoscere nemmeno le regole della democrazia partecipata: «Non rispettano le regole che si è dato questo consiglio e non ascoltano le richieste di chiarimento che fanno i loro stessi consiglieri comunali». (e.p.)
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