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Grosseto

Pochi volontari e conti in rosso la Festa Democratica è in bilico

Pochi volontari e conti in rosso la Festa Democratica è in bilico

L’anno scorso lo spostamento dalle Mura a via Leoncavallo ha portato un “buco” di 54mila euro inoltre mancano i giovani per servire ai tavoli. Si va verso la cancellazione o un’edizione “minima”

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C’era una volta la gloriosa Festa de l’Unità. Ribattezzata Democratica - tra i mugugni della base - adesso è a rischio. La voce circola già da diverse settimane. Ora la faccenda assume contorni ben definiti. Dentro lo stesso piddì c’è chi si sbilancia: “Avanti di questo passo salta tutto”. I motivi sono semplici: mancano i soldi. La scorsa edizione della Festa Democratica, spostata al parco di via Leoncavallo, è stata un flop. E infatti circolano voci su di un bilancio 2012 tutt’altro che positivo, con una perdita che si aggirerebbe attorno ai 54mila euro accumulati in appena quindici giorni. Cifre che sarebbero state citate dal segretario Panfi durante diverse riunioni, ma che (sembra) non sono mai finite nelle mani di nessuno dell’assemblea comunale per essere verificate. Ma c’è dell’altro. Sì, perché la cosa più disarmante di tutta la vicenda Democratica è lo sgretolamento dei rapporti tra il vertice grossetano del partito (e qui il singolare è d’obbligo) e la base: per mettere in piedi la Festa occorre avere tra le mani la disponibilità di un’ottantina di volontari. A oggi, di questi non c’è neppure la lontana ombra. Ed è forse questo, assieme alla rottura del dialogo tra il segretario e diverse personalità locali e anime emergenti del piddì - da Stefania Laurenti a Daniela Piandelaghi sino a Barbara Pinzuti e ai renziani, con Marco Simiani in testa – il vero nodo della questione.

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