La protesta
«Decisioni calate dall’alto così il consiglio non conta»
Veronica Tancredi (Pd) su asili, farmacie, Foro Boario: «Non voglio essere tirata dentro a una guerra fra bande. Ma sulle scelte vorrei più condivisione»
GROSSETO. «Non voglio essere tirata dentro a una guerra tra bande che non mi appartiene». Veronica Tancredi, consigliere comunale del Pd, non ci sta a farsi etichettare, semplicemente, come componente di quell'area del suo partito che fa riferimento agli “amici del giaguaro” e al presidente Leonardo Marras. Non rinnega le sue appartenenze, ma nega che le sue critiche sulle ultime mosse dell'amministrazione comunale siano telecomandate da un gruppo del Pd che si contrappone a un altro gruppo, e più precisamente al vicesindaco Borghi e al sindaco Bonifazi. Partendo dalla questione della esternalizzazione degli asili nido, anzi di un asilo nido, visto l'accordo raggiunto dall'amministrazione con i sindacati, Veronica Tancredi mantiene inalterate tutte le sue perplessità. «Ti arriva una bozza di delibera che parla di due esternalizzazioni, con una lettera della Biagioni (direttrice di Iside, ndr) che ti parla della necessità di risparmiare 400mila euro e dice che si deve fare un affidamento a terzi. Io, come consigliere, ho chiesto di avere più delucidazioni su queste cose, perché so, per esempio, che alcuni dipendenti hanno dichiarato solo una parziale inidoneità temporanea e c'è chi vorrebbe rientrare negli asili e non finire in un ufficio, e perché se, in vista dell'approvazione del bilancio, mi prendo la responsabilità di fare dei tagli sui servizi all'infanzia, voglio avere una visione generale dei tagli fatti su altri settori, voglio capire dove si taglia di più o di meno, o se si tratta di tagli lineari... Le strategie economiche del Comune sono anche sociali». C'è, poi, la questione scottante della vendita della gestione delle farmacie comunali. «A marzo abbiamo votato un documento in proposito, già allora non ero molto d'accordo, anche perché diamo via la gestione di un bene pubblico per 50 anni. Temo che non potranno continuare a svolgere il ruolo sociale che hanno avuto». Non convince la Tancredi nemmeno l'idea di conferire le volumetrie dell'ex mattatoio comunale, al Foro Boario, alla san Lorenzo Servizi per farne la sede della futura società partecipata unica del Comune. «Nella riunione di maggioranza non ho parlato del Foro Boario e mi spiace che ci sia qualcuno che vuole mettere in cattiva luce dei consiglieri solo per dare un'immagine di quella guerra tra bande che non mi riguarda». Nel merito, però, le sue riserve, ce l'ha. «So che Fusini ne ha parlato sulla stampa – dice – e avrei avuto piacere che ne avessimo dibattuto prima in maggioranza: se per ridurre gli affitti si decide di fare una sede nuova per la partecipata unica mi può anche star bene, ma è mancata la condivisione. Nel programma con cui ci siamo presentati alle elezioni si parlava di realizzare un centro polifunzionale alla cittadella, era un impegno importante, si parlava del centro sugli etruschi, era stato fatto un bando per la sala Eden e vediamo come è finita... Almeno decidiamo insieme quali sono le priorità». Invece le decisioni sembrano calare dall'alto sui consiglieri di maggioranza. «Tutto insieme e velocemente: farmacie comunali riunite, conferimento dell'ex mattatoio, affidamento dei nidi... troppa carne al fuoco in troppo poco tempo, con le questioni che arrivano già fatte e dopo essere state sui giornali. Credo che ci vorrebbe più rispetto e considerazione per i consiglieri che ci mettono la faccia». Questa volta ce la metterà la faccia? «Un po' vacillo – dice Veronica Tancredi – all'idea di andare in consiglio il 7. È deludente lavorare così».
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