Gioco
Crisi della castanicoltura si muove il Parlamento
Interrogazione ai ministri di agricoltura, affari europei e ambiente per l’avvio di centri territoriali dedicati alla lotta biologica al cinipide
AMIATA. Contro la crisi del castagno arriva anche un’interrogazione parlamentare per trovare soluzioni per il cinipide. «Un’interrogazione essenziale – spiega Franco Ulivieri, presidente Unione comuni –, per intervenire e trovare soluzioni alle pesanti conseguenze che sta subendo l’economia del castagno e individuare specifiche forme di indennizzo e di aiuto per la lotta biologica nel settore castanicolo, costituito da centinaia di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, gravemente minacciate dal cinipide». È stata presentata dagli onorevoli Ermete Realacci primo firmatario, Susanna Cenni e Luigi Dallai, ai ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, degli affari europei e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. L’interrogazione fa seguito dunque all’appello che Uncem Toscana giorni fa aveva lanciato sulla questione cinipide da anni spina nel fiancco dei castanicoltori. «Un ringraziamento agli onorevoli che hanno colto l’appello di Uncem di pochi giorni fa – è il commento di Uliveri – quando come Uncem Toscana abbiamo lanciato un grido di allarme per quanto riguarda la produzione di castagne. L’auspicio ora è di un intervento da parte dei ministeri competenti nella speranza che si trovi un’adeguata soluzione». L’interrogazione chiede se non si ritenga opportuno, per tramite dei centri di ricerca e sperimentazione in agricoltura del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali competenti per territorio e di concerto con le agenzie regionali per l'ambiente, avviare dei progetti tesi a verificare tutte le possibilità di lotta biologica al cinipide, ad esempio con l'introduzione di parassitoidi specifici, e se questi siano compatibili con la tutela della biodiversità nazionale e con le colture castanicole e non solo. Chiede anche se non si ritenga utile, anche a livello di Unione europea, individuare specifiche forme di indennizzo e di aiuto per la lotta biologica nel settore castanicolo, costituito da centinaia di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, gravemente minacciate dal cinipide delle castagne che rappresentano uno degli ambiti di eccellenza della produzione agricola ed alimentare nazionale. «Un giro di denaro e di guadagno bruscamente azzerato – afferma Ulivieri, che ricorda come – l’Unione e l’associazione castagna IGP siano da tempo in prima linea per contrastare questo assalto mortale e sia iniziata la battaglia contro il cinipide col lancio del Torymus sinensis». L’interrogazione fa cenno anche ad un accordo esistente sul Piano di settore castanicolo per tutelare la castagna mediante efficaci azioni sui territori sancito nella seduta della Conferenza permanente Stato-regioni del 18 novembre 2010. Stessa Conferenza permanente, che il 7 ottobre 2011, ha dato parere favorevole all'istituzione del “Tavolo di filiera della frutta in guscio”. A cui si aggiunge un “Gruppo di coordinamento tecnico-scientifico” per verificare la costituzione e ubicazione dei centri di moltiplicazione del Torymus sinensis nei territori regionali vocati alla castanicoltura da frutto.
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