La protesta
«No Tav per salvare la nostra terra»
Da Castiglione alla Val di Susa per fermare il progetto alta velocità: parla William, il ventiseienne indagato per terrorismo
William Besana, di Castiglione della Pescaia, 26 anni, quattro giorni fa è stato iscritto nel registro degli indagati per «attività terroristica» nell’ambito delle indagini sugli scontri in Val di Susa dei comitati “No Tav”. A casa sua a Bussoleno, gli uomini della Digos cercavano «oggetti per costruire armi e artifizi micidiali». «Ma non hanno trovato nulla - dice William - se non il pc, il cellulare e un foulard dell’Anpi che hanno sequestrato, mi piacerebbe sapere perché poi. Quella sera ero al lavoro ma nonostante tutto, la perquisizione si è spinta anche nella casa doveva avevo la vecchia residenza, a Castiglione della Pescaia».
Nel borgo che si affaccia sul mare della Maremma vive la mamma di William e suo fratello. «Mia madre è stata svegliata alle sei del mattino - aggiunge - e portata in questura per verbalizzare il sequestro. Ancora non so cosa è stato portato via». Quel che è certo, inchiesta della magistratura a parte, è che il ventiseienne ha scelto di vivere in val di Susa, lontano dalla Maremma. E di combattere una battaglia. «Forse sono "terrorista” perché non mi piace il mare - dice - ma forse grazie all'amore per le montagne ho capito istintivamente perché un'intera popolazione da più di vent'anni resiste contro l'idea di lasciar devastare la propria valle, senza considerare lo sperpero economico che si ripercuote su tutta l'Italia e l'inutilità dell'opera in generale».
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