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Grosseto

«L’acqua per irrigare dal 2014 si paga»

«L’acqua per irrigare dal 2014 si paga»

Monaci sui giardini “gialli” e agli abitanti del Verde Maremma: «Fatevi il pozzo, i soldi non ci sono»

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GROSSETO. Meglio un bel giardino verde o essere al verde? Scegliete voi, ma scegliete in fretta perché dal prossimo anno l’acqua dei pozzi artesiani utilizzata dai privati non sarà più gratuita. L’accelerata a un percorso intrapreso da tempo arriva dal protagonista del cambiamento, l’assessore ai lavori pubblici, il socialista Giuseppe Monaci: «Il Comune ha un’organizzazione anomala per quel che riguarda la gestione dell’acqua da irrigazione. Da quando mi sono insediato, due anni fa, ho cercato di portare i giusti correttivi. Vogliamo ricondurre gli 85 pozzi esistenti a una gestione in cui il pubblico paga l’acqua di competenza dei giardini pubblici e il privato paga in base al proprio consumo. Ognuna delle 14mila utenze, così, contribuirà secondo l’uso». Insomma, quella che è alle porte è una piccola rivoluzione destinata a creare non poche polemiche tra chi, lungo i decenni, si è abituato a non sborsare un quattrino per irrigare. Sì è vero, il Comune negli ultimi anni ha limitato nuovi allacci alla rete, in particolare ricordiamo le proteste dei residenti di via Messico e della zona Pizzetti, ma sono ancora troppi i cittadini che usufruiscono di un qualcosa che viene pagato da tutti ma che per tutti non è. «C’è un vuoto normativo da colmare» diceva un anno e mezzo fa l’assessore. E in effetti l’utilizzo delle acque del sottosuolo è regolato da un testo unico risalente addirittura al 1933, cui si sono poi affiancate le leggi Merli (1976) e Galli (1999). Poteva tutto essere risolto senza un bando e con il semplice aiuto di una realtà locale? In teoria sì, bastava creare un consorzio tra il Comune e i 14mila utenti. «Ma sarebbe stato l’ennesimo carrozzone» dice Monaci. Insomma, roba troppo farraginosa. La seconda ipotesi messa in campo è stata quella di affidarsi a un consorzio già attivo nel settore e consolidato, quello di Bonifica Maremmana. Ma pare che la Regione abbia bocciato l’idea (portata avanti per un paio di anni) e concesso solo la proroga di gestione sino al termine del 2013. Intanto il Comune ha continuato a perdere quattrini «Qualcosa come mezzo milione di euro all’anno – assicura Monaci – per oneri concessori dovuti alla Provincia, energia elettrica, riparazioni e manutenzioni dei pozzi». Ecco perché l’arrivo del bando pubblico, previsto per questo autunno, sarà una manna dal cielo per le aride casse comunali. Dalla primavera del 2014, estate al più tardi, innaffiare il proprio giardino non sarà più a costo zero. L’uomo della giunta coglie l’occasione per rispondere anche ai cento firmatari della petizione (resa nota ieri dal Tirreno) che protestano per le condizioni del Verde Maremma. Tra le altre cose i residenti puntano il dito su giardini pubblici malconci, privi di acqua e ingialliti a causa del gran caldo. «Quel verde non è mai stato irrigato. Di tutto il verde che c’è in città solo una piccola parte è servita dall’acqua. Certo, anche io vorrei giardini come in Svizzera, ma di soldi non ce ne sono. Non si vada dunque a cercare quel che non c’è e non c’è mai stato. Il problema è che lì un pozzo ha iniziato a mischiare la sabbia con l’acqua ed è collassato. Ma il sottoscritto non può scavare un pozzo per servire utenze private, sarebbe distrazione di fondi pubblici. Avevamo avvertito i residenti che quel pozzo non reggeva e la situazione era ben nota».

Poi Monaci sbotta: «Mi sono rotto di subire polemiche per cose non dovute. Approfitto per ribadire alla gente che deve organizzarsi e scavarsi questo pozzo chiedendo le autorizzazioni del caso».

Meglio un giardino verde o essere al verde? Scegliete voi, ma fate in fretta. Dal prossimo anno l’acqua per irrigare la paga chi la usa.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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