Attenzione
Il convento della Selva rinasce dopo il restauro
La cappella del cenobio del complesso francescano versava nel degrado Un’associazione l’ha sistemata e il 25 agosto sarà riaperta al pubblico e al culto
SANTA FIORA. Questa volta non ci sono misteri. Il restauro della cappella del cenobio francescano della Selva è realtà. La chiesina del convento della Selva di Santa Fiora, restaurata dopo decenni di tentativi e di impegno dell’associazione del piccolo borgo di Selva, sarà riaperta al culto.
Ne dà notizia, «con vibrante e commossa soddisfazione», Luciano Tortelli, presidente dell’associazione che da tantissimo tempo si è speso per questo lavoro «Annuncio con gioia che sono terminati i lavori di restauro per il recupero e il ripristino della chiesa del convento della Santissima Trinità della frazione di Selva e relative pertinenze di proprietà della diocesi», spiega. «C’è da dire che il vescovo, Guglielmo Borghetti, ha mantenuto l’impegno di occuparsene e anche col suo supporto adesso i lavori sono terminati. L’associazione culturale per La Selva con il lavoro di molti volontari, ha sistemato l’ambiente esterno e ripulito anche il chiostro facente parte della proprietà delle Opere Antoniane».
Un risultato importante, perché il convento francescano di Santa Trinità, uno dei complessi più spettacolari dell’Amiata, era stato ultimamente al centro di varie polemiche: degrado, sia nell’esterno che negli arredi, e soprattutto ambienti scelti come camere da letto da occasionali visitatori abusivi.
Ma il convento è notissimo, oltre che per la sua storia religiosa, anche per il fatto di essere il luogo legato alla leggende del drago ucciso dal conte Guido Sforza, la cui testa è stata finora conservata con cura dagli abitanti del luogo. Fra l’altro questo teschio – alcuni sostengono sia quello di un coccodrillo – è stato posto, a cura della stessa associazione della Selva, dentro una teca di cristallo ed esposto al pubblico nella chiesa parrocchiale della borgata. In occasione della festa del restauro, la misteriosa testa del drago ucciso sei secoli or sono dal conte santafiorese, sarà trasferita nei locali del convento dove è rimasta per centinaia di anni e poi sarà di nuovo collocata nella chiesa parrocchiale fino a quando a Santa trinità non vi saranno locali idonei per ospitarla.
Frattanto per domenica prossima è organizzata, a Selva, la Passeggiata delle fonti e del sacro con arrivo e pranzo alle 13, proprio nel chiostro francescano. E domenica 25 agosto, in occasione della festa per la Madonna Incoronata patrona della Selva, la chiesa del convento verrà riaperta al culto con la messa e la processione celebrata dal vescovo della diocesi .
«La chiesa è bellissima», esulta un commosso ed emozionato Luciano Tortelli.
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