Sicurezza
Il Comune sta per vendere il 100% delle Farmacie
L’operazione però non è condivisa dai Socialisti e Bonifazi convoca per oggi una verifica di maggioranza. Contrari i 5 Stelle e Colomba del Buongoverno
GROSSETO. Il Comune di Grosseto si avvia a vendere il 100% della società Farmacie comunali riunite (Fcr), valutata quasi 12,4 milioni di euro, e dunque si prepara a cedere per 50 anni la gestione delle farmacie comunali, ma nonostante siano ormai anni che la questione è discussa, sembra che la maggioranza non sia ancora riuscita a trovare la quadra. Così l'argomento, in II commissione ieri, è stato rinviato a martedì prossimo e non andrà in consiglio comunale il 5 agosto, ma il 7. Il sindaco Emilio Bonifazi ha convocato, oggi pomeriggio alle 17, una riunione di maggioranza per una verifica. Quello che sembra di capire è che improvvisamente l'amministrazione abbia bisogno di correre e di bandire la vendita entro settembre, in modo da poter realizzare l'incasso entro la fine dell'anno. Ne va, evidentemente, della tenuta del bilancio. La bozza di delibera parla della vendita contestuale delle quote della Fcr che sono al 50,6% del Comune di Grosseto, al 49% di Codifarma e per lo 0,4% del Comune di Scansano. La stima del valore economico della società Farmacie Comunali Riunite è stata redatta l'11 luglio scorso da Andrea Bambini, l'attuale presidente del Coseca, che ha fissato il valore della società in 12 milioni e 390mila euro. La bozza chiarisce che il titolare delle 5 farmacie cittadine e del dispensario di Batignano rimarrà il Comune di Grosseto, mentre con la cessione delle quote della Farmacie Comunali Riunite sarà ceduta solo la gestione delle farmacie. Viene stabilito anche che il periodo di 50 anni di gestione, che per Fcr era iniziato oltre 10 anni fa, con la nascita della società, durerà fino al 2063. Tutti i dipendenti di Fcr resteranno in carico all'acquirente e dovrebbe essere prevista un'idonea clausola sociale di tutela dei lavoratori dipendenti dell'azienda. Tra il Comune e il socio privato Codifarma è stato predisposto un accordo per la vendita congiunta delle partecipazioni societarie detenute in Fcr e analogo accordo è stato predisposto anche con il Comune di Scansano. Nell'accordo tra Comune e Codifarma si stabilirebbe anche che al socio privato il Comune corrisponderà l'equivalente del 49% di quanto realizzato con la vendita di tutte le quote, ma tratterrà per sé un premio di maggioranza che viene quantificato in 500mila euro. In ogni caso a Codifarma non potrà essere corrisposta una somma inferiore a 5 milioni e 571mila euro.
Contrario alla vendita è il Movimento 5 Stelle, e Giacomo Gori parla di operazione folle, ma perplessità sono emerse sia nell'opposizione che in maggioranza. Il capogruppo del Buongoverno, Luigi Colomba, ricorda come la società abbia un fatturato che oscilla stabilmente tra gli 11 e i 12 milioni di euro annui e che potrebbe essere valutata una volta e mezzo o 2 volte il suo fatturato. Ma Colomba critica anche l'entità del premio di maggioranza. Perplessità analoghe sono state espresse dal Psi. Il capogruppo e segretario provinciale Francesco Giorgi, ha chiesto che la delibera rispetti i contenuti dell'atto di indirizzo, approvato a marzo. In particolare Giorgi contesta il fatto di aver stabilito un premio di maggioranza che è appena il 4% del prezzo a base d'asta, mentre può valere dal 10 al 15%, e contesta il fatto che si sia stabilita una somma fissa. Infine la delibera sarebbe troppo generica sulle garanzie da dare ai lavoratori.
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