Sicurezza
Dal fango dell’alluvione rinasce Conserve Italia
Albinia: nonostante i danni per 20 milioni di euro, grazie ai sacrifici degli operai e della proprietà ora la produzione può ripartire. Alla festa presente anche l’ex ministro Clini
ALBINIA. A otto mesi dall’alluvione, che nel novembre 2012 ha colpito la Maremma provocando morti e danni enormi al sistema economico locale, torna a vivere lo stabilimento di Albinia del Gruppo Conserve Italia, leader europeo nell’ortofrutta (FOTO). Alla cerimonia, mercoledì alle 11 nell’azienda, hanno voluto partecipare le autorità provinciali maremmane, gli assessori regionali Anna Rita Bramerini e Gianni Salvadori (il presidente della Regione Enrico Rossi non ha potuto essere presente per impegni a Roma), l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini. Circa 400 i presenti. Nel “pubblico”, in prima linea, non hanno voluto mancare gli operai di Conserve Italia, che per 8 mesi, in maniera instancabile, si sono prodigati per spalare fango e togliere l’acqua. A tutti loro, in particolare (oltreché al direttore dello stabilimento, Enzo Rossi) è andato il plauso delle autorità. “Quel che è successo, gli sforzi di tutti loro sono stati un modello straordinario per l’Italia intera”, ha detto Clini.
VIDEO La soddisfazione degli operai - Rossi: "70mila ore di lavoro per risogere"
“La ricostruzione e la ristrutturazione in tempi record di questo importante impianto produttivo – ha detto anche il presidente del Gruppo, Maurizio Gardini – è il frutto del grande impegno di Conserve Italia che ha voluto sostenere i propri soci in un momento particolarmente difficile”. “Il maltempo che l’autunno scorso ha flagellato la Maremma – prosegue Gardini – ha infatti messo letteralmente in ginocchio il settore agroalimentare locale creando danni enormi alle strutture, ai macchinari, alle scorte di magazzino e ai prodotti finiti, che si aggiungono a quelli subiti dalle produzioni nelle singole aziende agricole.
IL DISASTRO VISTO DALL'ALTO Video /2 /3 - Foto /2
"Per quanto riguarda il nostro stabilimento, dove l’acqua ha raggiunto i due metri di altezza, i danni complessivi hanno superato i 20 milioni di euro: l’alluvione ha distrutto 10 milioni di scatole di prodotto e 3 milioni di bottiglie di pomodoro già pronte per essere commercializzate, a cui bisogna aggiungere anche 3 milioni di imballi (1,3 milioni di scatole vuote e 1,7 milioni di bottiglie vuote) e 12.000 pallet di legno. Di fronte a questa immane catastrofe, – afferma Gardini – Conserve Italia non si è persa d’animo e, con grande determinazione e abnegazione, si è immediatamente attivata per restituire al più presto la piena operatività allo stabilimento di Albinia, fedele allo spirito di mutualità e solidarietà che da sempre caratterizza la cooperazione”. I danni complessivi sono stati stimati in 20 milioni di euro.
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