Il Tirreno

Grosseto

«Sanità, non ho conflitto d’interessi»

di Sabino Zuppa
«Sanità, non ho conflitto d’interessi»

La Paffetti, sindaco e medico, si difende da accuse e sospetti sul suo ruolo nella stipula dei patti territoriali con l’Asl

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ORBETELLO. I patti territoriali sulla sanità delle Colline dell’Albegna non smettono di generare discussioni, anche dopo la firma avvenuta venerdì scorso alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni.

E l’argomento principale su cui si stanno concentrando le polemiche sembra riguardare la professione di medico del sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, che secondo alcuni opererebbe in una situazione di palese conflitto di interesse riguardo alla questione della casa della salute, una realtà prevista dai patti territoriali in maniera provvisoria all’interno dell’ospedale lagunare, dove saranno chiamati a operare secondo una turnazione proprio i medici condotti.

Un’accusa che la Paffetti respinge con forza sottolineando che la sua conoscenza del settore può essere solamente un valore aggiunto: «Inviterei tutti i miei oppositori politici a rivedere con attenzione i contenuti dei patti territoriali, perché le accuse che mi vengono mosse denotano una scarsa conoscenza della materia. In particolare sulla casa della salute _ spiega il sindaco di Orbetello _ che all’interno della struttura ospedaliera sarà provvisoria, vorrei chiarire che la sua istituzione è prevista da leggi nazionali e non da accordi territoriali. Tutti i medici generici sono per questo obbligati a partecipare a tale servizio secondo una turnazione che, sul nostro territorio, è coordinata da un collega di Monte Argentario. Dunque non posso essere certo stata io a inserirla nei patti per interesse: tutto è dovuto a un nuovo indirizzo della sanità nazionale che probabilmente responsabilizzerà ulteriormente i medici generici».

Detto questo il sindaco lagunare torna sul fatto che le critiche vanno solo nella sua direzione, sebbene sette sindaci su otto abbiano fatto la stessa scelta senza incontrare nessuna problema: «Qui si sta facendo demagogia, puntando su attacchi “ad personam”. Nonostante altri primi cittadini abbiano condiviso con me tali scelte, io mi sono ritrovata anche un “flash mob” sotto la casa comunale – insiste Monica Paffetti – Tutti gli altri sindaci hanno invece avuto la fiducia dei loro cittadini, sebbene io combatta sin dal primo momento in cui mi sono insediata per una sanità pubblica, e non per un ricorso al privato come qualcuno aveva paventato in precedenza. Insisto a dire che i patti territoriali sono stati un atto di responsabilità dei sindaci: un contratto scritto, ratificato anche dall’assessore regionale, dove le richieste dei sindaci sono state accolte senza far perdere nessun posto letto all’ospedale di Orbetello. Non firmarli avrebbe significato mettere tutto in mano a delle decisioni dirigenziali che potrebbero anche andare in altre direzioni».

Ultimo argomento bollente riguarda i servizi socio assistenziali, trascurati nei patti secondo il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori: «Vorrei segnalare _ conclude la Paffetti _ che per i servizi socio assistenziali abbiamo firmato una convenzione con l’Asl 9 proprio nello scorso mese di marzo, con la quale i comuni si impegnavano a fornire le risorse alla Asl che era obbligata a seguire le loro indicazioni. E tale documento è stato sottoscritto da tutti, compreso il sindaco di Capalbio. Ecco perché non era compreso nei patti territoriali con l’Asl».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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