Italia
«Quel bar non ci fa vivere e nessuno ci protegge»
GROSSETO. L’oggetto della lettera è inequivocabile: «Richiesta di aiuto». Mittente: 89 abitanti della zona di via Cesare Battisti, in pieno centro a Grosseto, in rappresentanza di altrettante...
GROSSETO. L’oggetto della lettera è inequivocabile: «Richiesta di aiuto». Mittente: 89 abitanti della zona di via Cesare Battisti, in pieno centro a Grosseto, in rappresentanza di altrettante famiglie che da un anno vivono nell’inferno – lo definiscono proprio così – e, dopo innumerevoli segnalazioni alle forze dell’ordine, passano ancora le notti in bianco per il rumore e hanno paura a tornare a casa la notte. Per questo fatto una raccolta di firme che hanno presentato il 26 luglio in procura, questura, alla polizia municipale, al sindaco e al prefetto.
L’inferno con cui devono convivere è quello causato daschiamazzi, urla, scene di violenza tra i clienti del bar al civico 99, locale gestito da sudamericani, balzato spesso alle cronache per episodi di violenza. Da qui fu lanciata, la notte di San Silvestro del 2011, una bottiglia di birra che colpì una 32enne che passava per caso, sfrengiandole il volto.
Quello è stato il momento più nero per via Battisti, ma non ha certo segnato un cambio di passo. «Questo circolo – spiegano gli abitanti nella lettera che accompagna la petizione – è frequentato per la maggior parte da cittadini sudamericani che, quando escono dal locale, molte volte in evidente stato di ubriachezza, urlano per tutta la notte, urinano sopra le nostre macchine e defecano davanti ai portoni delle nostre case. Non ne possiamo più».
I cittadini si sentono soprattutto abbandonati da chi dovrebbe proteggerli. «Abbiamo segnalato più volte alla questura e ai carabinieri quello che accade. Arrivano le pattuglie e dopo il fuggi fuggi generale gli avventori ritornano». Tra la gente c’è paura. E rabbia. Dopo un anno dal primo esposto e con innumerevoli segnalazioni successive, la situazione non è cambiata di una virgola.
«Come Comune – spiega l’assessore comunale al Commercio Emanuel Cerciello – abbiamo solo il potere di revocare la licenza al locale. Li abbiamo sanzionati diverse volte per inquinamento acustico e per irregolarità sul personale ma non sono mai emersi elementi amministrativi tali da farli chiudere. Sull’ordine pubblico solo il prefetto può ordinare la chiusura». Alla Municipale spiegano che le indagini sono ancora in corso. Dopo un anno e innumerevoli segnalazioni. «Cos’altro deve accadere?», si chiedono i cittadini.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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