Il Tirreno

Grosseto

Un’ora di massaggio ma il suo cuore smette di battere

di Francesca Gori
Un’ora di massaggio ma il suo cuore smette di battere

Muore turista di 75 anni sulla spiaggia di Castiglione nonostante l’intervento immediato dei bagnini

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Frank, Mirko e Andrea erano sulla spiaggia. Pronti a intervenire se fosse successo qualcosa, come lo sono ogni giorno, quando vanno al lavoro, quando in costume salgono sulla torretta e controllano che tutto vada bene. Sono i bagnini della cooperativa l’Aquilone, uomini tra i 25 e i 30 anni che ogni giorno si impegnano per rendere la spiaggia e il mare un posto sicuro. Ieri, a maggior ragione. Perché era domenica e perché la spiaggia di Catiglione della Pescaia era piena di gente. Famiglie, coppie, bambini, ragazzi. Nel giorno più caldo dell’anno, quello accarezzato dalla lingua di fuoco di Caronte, anche un uomo di 75 anni della provincia di Roma ha preso il suo posto sotto un ombrellone del Bagno Laura. Quntiliano Valenti e la moglie, in vacanza sulla costa maremmana, sono clienti storici dello stabilimento. E anche ieri non faceva differenza.

L’uomo, verso le 14 è andato a fare il bagno. Il caldo era torrido e aveva bisogno di rinfrescarsi. Ma poco dopo essere entrato in acqua, si è sentito male. Davanti agli occhi di sua moglie, che era lì con lui in acqua, sono passati i fotogrammi di un dramma. La donna ha dato l’allarme, ma i bagnini della cooperativa l’Airone erano già in acqua. Sono stati loro a tirarlo fuori, ad adagiarlo sul bagnasciuga, a transennare quella lingua di spiaggia e a cominciare a massaggiarlo per tenerlo in vita. Frank Montero Romero, Mirko Mauro e Andrea Pancellini sono stati raggiunti dopo pochi minuti dal loro coordinatore, Corrado Giovannelli, responsabile della cooperativa. E insieme hanno continuato a tentare di mantenere in vita Quintiliano.

Un massaggio cardio polmonare cominciato sulla spiaggia dai tre ragazzi, che hanno cercato di fare il possibile per salvare la vita all’anziano. Al bagnetto c’erano anche due turisti, due medici cardiologi che sono accorsi immediatamente. Anche loro si sono messi a dare una mano in attesa che arrivassero i sanitari del 118. L’ambulanza è arrivata al Bagno laura in tempi record, così come Pegaso che ha tentato di far scendere il medico direttamente sulla spiaggia con il verricello. Manovra che non è stato possibile effettuare. Quando l’elisoccorso ha tentato di abbassarsi sulla spiaggia, lettini e ombrelloni hanno cominciato a volare via.

In aria si cercavano soluzioni per atterrare, in spiaggia invece, si continuava a lavorare per strappare quell’uomo alla morte. Non c’è stato nulla da fare nonostante che per quasi cinquanta minuti una squadra composta da bagnini e medici abbiano tentato di fare il tutto e per tutto per salvare il settantacinquenne.

Il cuore di Valenti, però, ha smesso di battere. I soccorritori si sono dovuti arrendere. Hanno soltanto potuto coprire con un lenzuolo bianco la salma dell’uomo in attesa che venisse portata via. Sulla spiaggia c’erano anche i carabinieri e gli uomini della guardia costiera.

«Abbiamo fatto il possibile - dice il coordinatore Corrado Giovannelli - ma purtroppo la situazioni era davvero grave. Non sarebbe servito a nulla nemmeno avere il defibrillatore». Già, perché quella macchina che spesso serve a salvare la vita, non è tra le dotazioni dei bagnini. «È una legge assurda questa - dice ancora Giovannelli - perché tutti i nostri assistenti hanno seguito corsi di formazione per utilizzare un modello di defibrillatore che serve per il primo intervento, ma non siamo obbligati ad esserne dotati». Il defibrillatore, dopo la morte di Morosini, è diventato obbligatorio in tutti gli impianti sportivi. «Ma non sulla spiaggia - aggiunge - dove invece sarebbe davvero utile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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