Il Tirreno

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Un amore etrusco più forte del tempo

Un amore etrusco più forte del tempo

In mostra a Sorano alcuni straordinari reperti funerari dai quali affiora un dolce legame affettivo di 2500 anni fa

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SORANO. Una storia d'amore etrusca che continua a vivere, più forte del tempo, in una ciotola di bucchero e in un’anfora di ben venticinque secoli fa.

«Mi Thanecvilus helvnas»: «io (sono) di Tanaquilla (sposa) di un Helvna», questo è ciò che è scritto su una ciotola in bucchero rinvenuta durante gli scavi condotti da Guglielmo Maetzke negli anni ‘50 del secolo scorso in località Pianetto di Sorano, nei pressi del torrente Calesina. La tomba era parte di una più estesa necropoli, con tombe a camera a più deposizioni e a loculo con un’unica sepoltura, portate alla luce con la costruzione della strada Sorano-Elmo.

Il sepolcro con la ciotola di Tanaquilla era a loculo _ una piccola cavità scavata nel bancone tufaceo _ e ospitava una sola sepoltura a incinerazione entro anfora. I corredi di questa, come delle altre tombe individuate, furono lasciate in deposito alla famiglia Ricci Busatti, proprietaria dei terreni, che nel 2010 ha donato allo Stato la sua collezione archeologica perché fosse esposta al pubblico in loco.

E proprio in occasione dell’esposizione di parte della raccolta _ in corso alla Fortezza Orsini di Sorano fino al 30 settembre 2013 _ la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha restaurato alcuni dei corredi tombali. E il restauro ha riportato in luce sull’anfora-cinerario ancora piena del suo contenuto di ossa combuste, una decorazione pittorica sfuggita ai rinvenitori.

Di questa importante e suggestiva scoperta parla Maria Angela Turchetti, della Soprintendenza. «Su un lato _ spiega l’archeologa _ è raffigurato un guerriero con elmo, scudo e lancia, verso cui si rivolge un cane dal profilo slanciato. I reperti ossei della sepoltura sono in corso di studio e forniranno dati probabilmente dirimenti per individuare il sesso del defunto: affascinante è supporre una dono della ciotola da parte di Tanaquilla al marito, sepolto entro l’anfora. Se l’anfora ospitasse invece una sepoltura femminile, la coppa conserverebbe il nome della defunta, con effigiata forse sul cinerario l’immagine del proprio uomo. Non si esclude, per le dimensioni contenute del recipiente, che esso possa contenere un bambino che potremmo facilmente supporre figlio della coppia. Comunque sia, siamo di fronte a un caso di estremo interesse scientifico, che consente peraltro all’archeologia di avvicinarsi alla vita reale e a una ricostruzione storica a 360 gradi, e lascia immaginare il legame affettivo che ha unito, nella quotidianità, come nella morte, due coniugi vissuti 2500 anni fa».

Antonello Carrucoli

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