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il mistero RISOLTO

Lo credevano morto Sub riappare dopo 4 mesi

Lo credevano morto Sub riappare dopo 4 mesi

GROSSETO. Quando se l’è visto spuntare davanti agli occhi, ha avuto un sussulto. Perché erano quattro mesi che lo cercava ovunque, perché da oltre centoventi giorni non aveva avuto più notizie di suo...

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GROSSETO. Quando se l’è visto spuntare davanti agli occhi, ha avuto un sussulto. Perché erano quattro mesi che lo cercava ovunque, perché da oltre centoventi giorni non aveva avuto più notizie di suo cugino, perché forse anche lui si era convinto che Xhevahir Gjuta, il cameraman di Teletirreno scomparso lo scorso 14 marzo, fosse morto inghiottito dal mare di Punta Ala, dove era andato per un’immersione. E invece, sabato sera lo ha visto davanti alla porta di casa sua, con gli occhi pieni di lacrime. Per tutto questo tempo, il ventiseienne di origini albanesi che da anni vive in città, ha vissuto a Milano, quasi in clandestinità. Senza documenti e senza alcuna voglia di farsi trovare dai suoi familiari e nemmeno dalle forze dell’ordine.

La fuga, probabilmente, l’aveva programmata senza curare troppo i dettagli. Senza pensare che una volta lontano da Grosseto, qualcuno lo avrebbe comunque cercato e che quel nome e quel cognome sarebbero stati la prima traccia dalla quale partire. Vivere nascosto, nell’ombra, stanca. E così il giovane ha deciso di tornare a Grosseto, dopo che per settimane carabinieri, vigili del fuoco e guardia costiera lo abbiano cercato in mare, battendo la scogliera di Punta Ala, là dove aveva lasciato la sua auto con tutta l’attrezzatura da sub abbandonata sulla spiaggia.

In città tanti pensavano che Xhevahir Gjuta fosse morto. Tanti credevano che quell’immersione fosse stata fatale. Ed è anche per questo che quando il giovane si è presentato ai carabinieri di Grosseto, ha espresso tutto il suo dispiacere. Ai militari ha raccontato cosa lo avesse spinto a lasciare Grosseto. Ma sono questioni assolutamente private. Soltanto lui, quindi, potrà spiegare ai suoi familiari e ai suoi amici il perché di quella fuga. Una fuga che ha fatto preoccupare tutti e che ha fatto scattare le ricerche in mare andate avanti per settimane. Fino a quando guardia costiera, carabinieri e vigili del fuoco si sono arresi all’idea che il ragazzo fosse morto e che sarebbe stato difficile trovare il corpo.

Ora i militari dovranno valutare la posizione del ragazzo in merito a questa fuga e tentare di stabilire se abbia deciso di farsi credere morto o meno, proprio durante l’immersione. Una valutazione necessaria per capire anche se ci saranno gli elementi per una denuncia per procurato allarme.

(f.g.)

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