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Grosseto

Il caso asili ai privati

Educatori inabili nei nidi «Medico incontestabile»

Educatori inabili nei nidi «Medico incontestabile»

GROSSETO. «Il Comune non può contestare la decisione del medico del lavoro che riconosce l’inabilità, parziale o totale, di un dipendente pubblico. Dunque, se 14, tra cuochi ed educatori, lamentano...

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GROSSETO. «Il Comune non può contestare la decisione del medico del lavoro che riconosce l’inabilità, parziale o totale, di un dipendente pubblico. Dunque, se 14, tra cuochi ed educatori, lamentano malessere e sono dichiarati inabili al lavoro negli asili, non posso che usare gli strumenti che ho a disposizione per garantire il servizio».

Il sindaco Emilio Bonifazi difende così la scelta del Comune di affidare da settembre ai privati due nidi (via Lago di Varano e via Merloni). La decisione – hanno spiegato giovedì Bonifazi e l’assessore alla Pubblica istruzione Luca Ceccarelli – è stata necessaria perché 23 su 108 dipendenti sono stati dichiarati inabili o hanno chiesto la riduzione d’orario per assistere familiari malati.

Ora, per l’appunto, via Lago di Varano e via Merloni sono stati scelti perché qui si concentra il maggior numero di personale diventato inidoneo: 10 su 14. La buona fede del personale non è in discussione, anche perché acciacchi più o meno gravi per chi lavora con i bambini sono all’ordine del giorno (si pensi anche solo a cosa vuol dire prendere in collo i piccoli ).

È però altrettanto legittimo sapere quali contromisure può adottare il Comune quando si vedere svuotare due asili. «Il Comune ha il compito di individuare un medico del lavoro ma non può chiedere conto delle sue prescrizioni. In questo caso abbiamo una libera professionista il cui contratto scade il 31 agosto». Solo se il lavoratore denuncia di essere impiegato in mansioni in cui è inabile la Asl può chiedere le cartelle. E questo è successo solo in un caso.

Bonifazi, infine, replica ai sindacati che si sono risentiti perché sindaco e assessore hanno annunciato la riorganizzazione senza prima averli sentiti. «Nessuno ha mancato di rispetto a nessuno. L’amministrazione si trova ad affrontare un problema e inizia a discuterne pubblicamente nella maniera più democratica e trasparente possibile. Nessuna decisione formale è stata presa ma è stato reso semplicemente noto un indirizzo politico scaturito da una necessità oggettiva e da un complesso di ragioni che la stampa locale ha correttamente riportato. Adesso si apre il confronto vero e proprio coi sindacati e i rappresentanti in consiglio. È ingenuo pensare che un tema delicato come quello dei nidi comunali e i contenuti di una discussione aperta non finiscano in pasto all’opinione pubblica e magari nel modo sbagliato. Noi abbiamo esposto un problema che esiste e la nostra proposta per affrontarlo ma una firma in calce al progetto non l’abbiamo messa. Perché, questa sì, sarebbe stata scorretta prima di un confronto con le forze sociali». (f.f.)

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